Formula 1 Gp di Monaco: Ricciardo che guaio, Hamilton che fortuna

Pubblicato il autore: Mirko Madau Segui
Podio Gp di Monaco 2016: 1° classificato Hamilton 2° classificato Ricciardo 3° classificato Perez

Podio Gp di Monaco 2016:
1° classificato Hamilton
2° classificato Ricciardo
3° classificato Perez

Formula 1, sesto turno della stagione, svoltosi nel principato di Monaco.
Partiamo però prima parlando delle qualifiche, qualifiche che erano fondamentali per la vittoria del Gp.
Teoricamente il più veloce durante le qualifiche, che si dividono in Q1, Q2 e Q3 rispettivamente eliminatorie fino ad arrivare ad un solo vincitore, quello con il tempo migliore che conquisterà la pole position. Qualifiche in cui qualche pilota ha avuto problemi ad affrontare come Palmer della Renault, che per tre giorni di fila non ha avuto fortuna finendo nell’ultima casella.Qualifiche e prove sono state effettuate all’insegna del bel tempo, certo un pò nuvoloso, ma asciutto. Tempo che cambia, come già previsto dal sito ufficiale della Formula 1, il giorno della gara. Vanno quindi montate gomme da bagnato, più precisamente la mescola wet, che viene usata per asfalto totalmente bagnato. La gara parte senza un warm up, le auto sono, infatti, schierate nella griglia di partenza ma davanti a loro hanno la Safety Car che accompagna per ben sette giri le auto nel tracciato. Premetto inoltre che in questo particolare Gp cittadino i piloti effettuano in media più di 4000 variazioni di marcia e i freni sono sollecitati fin al limite, essendo un circuito lento. Inoltre in ogni giro compiuto i piloti effettuano circa 130 correzzioni di guida.
Passiamo ora ad un’analisi tecnica della gara.
Come detto in precedenza la vera gara parte al giro 8 quando le auto iniziano a testare per la prima occasione il circuito con le gomme wet  dato che il circuito è sotto una pioggia battente. Pioggia che termina di cadere tra il giro diciotto e il giro venti, prima però di passare al resto della gara bisogna ricordare che, dopo un giro effettuato in velocità, a causa dell’incidente di Palmer con la Renault andando a sbattere sul muretto danneggiando totalmente la scocca anteriore dell’auto, rientra in campo la virtual safety car che obbliga i piloti a circolare in pista a bassa velocità. Palmer che, come si può vedere dalla camera car posizionata sull’auto perde improvvisamente il controllo dell’auto andando prima ad impattare sul guard rail danneggiando totalmente la scocca anteriore e tre delle quattro ruote dell’auto. Virtual safety car che rientra solo al giro 15. Finisce quindi la gara per Palmer ma subito anche Kimi Raikkonen della Ferrari impatta lievemente contro il guard rail fortunatamente a bassa velocità perchè succede tutto in pista poco prima della curva del tunnel rompendo del tutto l’alettone anteriore che finisce sotto l’auto con la quale continua a correre fino all’entrata del tratto del tunnel. In seguito si dirige verso una via di fuga consigliato anche dal capo team radio che gli comunica che non può rientrare ai box in quelle condizioni, dato che il pezzo ptrebbe passare sotto la macchina e ferire altri piloti.Nessun incidente ferma la gara fino al giro 20 quando un problema alla frizione e forse anche di alettone posteriore mobile ferma Daniel Kvyat della Toro Rosso che più volte riporta il problema al suo team radio per avere informazioni su come comprtarsi in gara oppure rientrare ai box da dove è partita la sua gara visto che nella sua auto sono stati cambiati pezzi fondamentali come quelli della frizione e del cambio, che come dice il regolamento di Formula 1 costano al pilota una partenza dai box poichè il problema persisteva e il tempo di schierarla nella griglia non c’era. Gara finita quindi anche per Kvyat. Durante in primi venti giri la gara riparte senza particolari impedimenti e con la gara passa anche la pioggia, i piloti iniziano a comunicare con il muretto per effettuare i primi pit stop e qualcuno già riceve il pass per cambiare le gomme, Magnussen è il primo ad effettuare il cambio gomme passando da wet ad intermedie quando l’asfalto è ancora abbondantemente bagnato in alcuni punti della pista, in verità i punti delle curve dove le auto non le percorrono. cambio gomme che condanna Magnussen della Renault visto l’uscita fuori pista che effettua segnale che era il mmento sbagliato di cambiare le gomme.
Col tempo però l’asfalto si asciuga quasi al 90%  nel tratto del vecchio asfalto e all’ 80% nel tratto del nuovo asfalto gettato da poco che presenta ancora varie componenti oleose che rendono l’asfalto scivoloso per le auto di formula 1. Chiaramente per i successivi passaggi tutte le auto iniziano a cambiare le gomme intermedie grazie ai tratti asciutti dove le auto passano e che rendono asciutti passandoci sopra con le gomme. Durante la gara sono tanti i rientri ai box passando quindi ancora una volta alle gomme da asciutto, alcune scuderie scelgono le ultra soft come la Haas calcolando le variazioni del circuito e l’assetto dell’auto. Per piloti come Hamilton la Mercedes segue la via delle ultra soft che rende meglio in fatto di tempo sul giro e condizioni dell’asfalto, asfalto di temperatura poco superiore a quella dell’aria con 19° centigradi.
Due sono gli episodi discutibili in questa gara. Per primo, in ordine di giri,  vediamo il bruttissimo episodio del pit stop prolungato di Daniel Ricciardo della Red Bull.

Daniel Ricciardo sulla sua monoposto Redbull

Daniel Ricciardo sulla sua monoposto Redbull

“Incidente” di percorso che rende Ricciardo nervoso alla guida e da quel momento non ritrova tutta la calma necessaria a tentare il sorpasso su Hamilton che si distanzia il più possibile da lui.
Tutto inizia con la comunicazione radio di entrare durante il giro in corso dai tecnici della Redbull che scelgono per lui prima le soft e poi le ultra soft gettando la confusione i meccanici e nel più totale sconforto il pilota che li ringrazia a fine gara. I meccanici infatti dispongono di una sola gomma già pronta e di mescola soft ( con la banda gialla)

regolazione mescole Pirelli 2016

regolazione mescole Pirelli 2016

mentre poi dal muretto arrivano indicazioni riguardo la mescola giusta che era quella media ( con la banda bianca ) facendo restare il pilota sollevato sui cavalletti e il motore al massimo nell’attesa del cambio, cambio che avviene in dieci secondi invece dei normali due o tre secondi classici nelle competizioni di Formula 1. Subito dopo essere uscito dai box, come è stato riferito Ricciardo parla con i suoi ingegneri per capire qual’era il problema. Totale imbarazzo della Redbull e dei meccanici che sono sicuro abbiano fatto tutto il possibile.

Ricciardo sulla sua monoposto attende per dieci secondi il cambio gomme sui cavalletti

Ricciardo sulla sua monoposto attende per dieci secondi il cambio gomme sui cavalletti

Il secondo episodio riguarda la comunicazione radio avvenuta tra Felipe Nasr della Sauber e i suoi ingegneri che gli dicono, anzi impongono, di far passare il suo compagno di squadra Marcus Ericsson comunicandogli che ha un tempo migliore del suo. Immediatamente Nasr chiede quale sia l’importanza del gesto, anche perchè restano penultimo e ultimo essendo stati doppiati per almeno due volte. Il team non gli fornisce altre spiegazioni ed Ericsson, pur di prendere il posto forzatamente e causare l’incidente che poi gli farà perdere il resto della gara.
Bisogna dire che le comunicazioni radio tra team e pilota sono fondamentali per il loro rientro al pit stop, inoltre sono fondamentali anche per comunicare il tempo sul giro e altre informazioni riguardo il settaggio del motore.
Tempo sul giro che Hamilton ha totalizzato in 1:17.939 al giro settantuno.
Altre penalità fondamentali sono quelle ricevute da Wherlein, per lui dieci secondi di penalità per aver ignorato la bandiera blu  numerose volte e altri dieci per aver guidato a velocità superiori a quelle consentite in condizioni di Virtual Safety Car. Altra penalizzazzione di dieci secondi anche per Bottas che ha causato una collisione con Gutierrez. Ricordo che il prossimo gran premio di Formula 1 si svolgerà in Canada tra due settimane.

 

 

 

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