F1, in Canada vince Hamilton ma la Ferrari fa paura

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

07.06.2015 - Race, Start of the race


La Mercedes vince, ecco il verdetto finale del Gran Premio del Canada. In Canada vince Hamilton, domina la gara e sigla il trionfo sul tracciato, il suo 45esimo successo personale in carriera, il quinto sulla pista di Montreal. Per le Frecce è la sesta vittoria in sette gare in questa stagione, manca all’appello il Gran Premio di Barcellona dove le due Mercedes si sono infastidite a vicenda entrando nel prato, proprio sulla pista dove sembrava netta la superiorità nei confronti delle altre pretendenti. Nonostante lo sfolgorante ruolino di marcia delle macchine tedesche, il campionato non è affatto chiuso perché la classifica non recita distacchi incolmabili. Vettel è tornato a far paura alle tedesche, conquistando un ottimo secondo posto, restando per larghi tratti della gara in lotta per la vittoria, infatti ha chiuso a soli 5 secondi alle spalle del campione del mondo britannico. Quasi tutte le monoposto hanno effettuato una sola sosta, tranne che le Ferrari a quota due, anticipando il primo quando c’era la virtual safety car. Tattica che al momento sembrava premiare il pilota della Ferrari, rientrando alle spalle del britannico Lewis Hamilton di soli 11 secondi, mentre per una normale sosta nel Gran Premio di Canada ne servono 19 o 20. Sebastian Vettel ha poi recuperato qualcosa, avendo le supersoft e potendo cosi spingere di più del pilota inglese della Mercedes, che invece doveva far durare il più possibile le sue ultrasoft prima del cambio di gomme e passare alle medium.

Con uno scatto perfetto, Sebastian si è bevuto entrambe le Mercedes, ha conquistato la prima posizione e guadagnato un secondo sulle due tedesche. La sua gara è stata grintosa. Hamilton, da parte sua, è riuscito a riaprire un Mondiale che sembrava compromesso: velocità e ferocia contro tutti, perfino contro il suo compagno di scuderia. Alla grandezza dei due piloti  corrisponde una gara quasi imbarazzante per Rosberg: il contatto al via ha compromesso la sua gara, ma almeno ci saremmo aspettati una rimonta incisiva. Invece, il tedesco resta dietro vetture che girano più lente di lui di quasi un secondo a giro. Il pilota determinante e veloce di inizio campionato sembra una chimera rispetto ad oggi, sbiadito e a tratti intimorito senza una reale spiegazione. Anche Sebastian Vettel ha il suo Mister Hyde. Kimi Raikkonen, che era parso già lento nelle qualifiche, è stato inconsistente spettatore di una gara dove è stato incapace di recuperare posizioni rispetto a monoposto più lente della Ferrari. Il pilota dovrebbe essere riconfermato anche il prossimo anno. Un voto molto negativo anche per gli strateghi della Ferrari, che ancora non hanno capito che anche il computer più potente e performante del mondo non potrà (almeno al momento) avere un po’ di sano buonsenso, caratteristica tutta umana. Di solito, infatti, siamo abituati a vedere strategie più sicure per chi è davanti mentre quelle più rischiose per chi insegue dietro. Invece, quello che si è visto è stato il perfetto contrario, allora forse sarebbe più congeniale a volte seguire meno le simulazioni fatte a computer, dotarsi di buonsenso ed essere meno arroganti.

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