MotoGP – Test Barcellona: dallo scarico al telaio, le novità Honda. Analisi

Pubblicato il autore: Gianluca_Rizzo Segui

Novità Honda: analisi approfondita dei cambiamenti portati in pista per i test.
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Novità Honda – Dopo il Gp di Barcellona, che ha visto trionfare Valentino Rossi seguito da Marc Marquez e Dani Pedrosa, i team si sono fermati sul circuito del Montmelò per una giornata di test.
La casa che puntava di più su queste prove era ovviamente la Honda, che paga ancora un discreto ritardo rispetto alla Yamaha.I risultati ottenuti finora da Marc Marquez sono più merito del pilota che della moto, basta vedere le difficoltà avute da Dani Pedrosa in quasi tutti i Gp per capire il vero valore della Honda. La casa dell’Ala Dorata si porta dietro da inizio stagione problemi al motore e al telaio.
Sul circuito catalano sono stati portati aggiornamenti in questi due settori: un nuovo scarico,un nuovo telaio  ed altri piccoli dettagli che al momento sono molto difficili da analizzare.

Novità Honda: telaio

Per capire meglio le novità Honda, l’unico modo è affidarsi alle parole dei due piloti.
Marc Marquez: “Abbiamo ottenuto informazioni molto interessanti, che potranno essere utili per il telaio che abbiamo utilizzato fino ad ora. L’aspetto positivo è che possiamo cercare di incorporare qualcosa su quello vecchio. Quello negativo è che quello nuovo è completamente all’opposto rispetto al mio stile di guida”.
A differenza di Marquez, Pedrosa ha utilizzato il nuovo telaio in gara a Barcellona: “Abbiamo provato alcune evoluzioni della moto, ma sono idee che useremo in un secondo momento. Ad Assen proverò ancora una volta il telaio e vedremo se anche li saranno confermate le stesse sensazioni”.
In sostanza due impressioni diverse ma che convergono sul fatto che il telaio non sia ancora al 100%. Dalle poche foto che circolano in rete, si nota soltanto una leggera modifica nella parte bassa del telaio, che probabilmente serve a renderlo meno rigido. Magari è proprio per questo che non piace a Marc.

Novità Honda: scarico

Uno dei problemi che ha caratterizzato l’inizio di stagione della Casa dell’Ala Dorata è stata la scarsa accelerazione alle marce alte(3,4 e 5).
Per risolvere questo inconveniente, e visto che il regolamento prevede il congelamento dei motori, bisogna lavorare in altri settori della moto.
Questa volta è toccato allo scarico. In questa foto è possibile ammirare la “vecchia configurazione” utilizzata fino alla gara di Barcellona; durante i test la Honda ha montato uno scarico diverso, senza quella sorta di chiocciola nella parte alta.

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Perché questo? Per spiegare questa modifica bisogna prima capire come funziona lo scarico.
Per semplicità tralasciamo la fase di aspirazione, che nonostante influisca sulla parte finale del ciclo renderebbe quest’analisi troppo lunga e articolata. Il nostro viaggio inizia all’inizio della fase di apertura della valvola di scarico, in quel momento i gas esausti cominciano a muoversi verso l’uscita, questo movimento è dovuto alla differenza di pressione tra la camera di combustione e quella ambiente; nello stesso momento si genera anche un’onda di pressione che si muove nella stessa direzione dei gas di scarico ma a velocità maggiore (velocità del suono + velocità dei gas). Questa, arrivata nella parte terminale dello scarico, e a causa del brusco cambio di pressione, torna indietro trasformandosi in onda di depressione, per poi arrivare nuovamente nella zona della valvola e cambiare nuovamente direzione: ad ogni cambio perde progressivamente energia. Queste onde influenzano la velocità dei gas combusti, essi si muovono sempre nella stessa direzione, ma si diradando o compattano a seconda dell’onda che trovano lungo il loro cammino. Bisogna poi anche considerare la ciclicità dell’apertura della valvola di scarico, che immette nuovi gas e nuove onde. La condizione ideale in teoria sarebbe quella di avere un’onda di depressione il più vicino possibile alla valvola nel momento della sua apertura, per facilitare l’uscita dei gas dalla camera di combustione: per questo motivo è molto importante la geometria dello scarico, cioè lunghezza e larghezza (tralasciando tutti i discorsi di: variazioni delle sezioni, temperature e ecc. per evitare di entrare troppo nel dettaglio).
Uno scarico con tubazioni strette e lunghe favorisce l’erogazione della coppia a bassi regimi, mentre per gli alti è preferibile l’utilizzo di tubazioni più larghe e corte. Queste due configurazioni vanno a modificare le pulsazioni: nel primo caso saranno più lunghe mentre nel secondo, più brevi. Ovviamente le scelte del dimensionamento sono fondamentali per avere un’erogazione più omogenea possibile. Proprio per questo motivo, la Honda, che soffre di accelerazione alle marce più alte, ha deciso di accorciare e allargare la sezione delle condotto, cercando di trovare il giusto compromesso.
Se le novità Honda abbiano funzionato o no, lo sapremo solo più avanti. I risultati ottenuti durante i test, guardando solo i tempi sono pessimi ma entrambi i piloti hanno ammesso di non aver cercato la prestazione. Entrambi, prima di poter provare le nuove Michelin, sono caduti chiudendo la giornata in anticipo.

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