Ducati Gp17: l’analisi preliminare dell’ultima nata a Borgo Panigale

Pubblicato il autore: Gianluca_Rizzo

La Ducati Gp17 sarà la moto che accompagnerà Jorge Lorenzo, Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci nel prossimo campionato. Ma quali sono le differenze con la versione precedente? Cerchiamo di scoprirlo insieme

Ducati Gp17

I test di Valencia della settima scorsa hanno aperto ufficialmente la stagione 2017; e dopo i test di questi giorni a Jerez, in cui sono impegnati alcuni team, si è chiusa l’attività in pista per questo anno solareprossimo appuntamento sarà il 30 gennaio sul circuito malese di Sepang. Sicuramente l’evento più atteso di questo “inizio 2017” è stato il cambio di squadra di Jorge Lorenzo. Il maiorchino dopo 9 anni su Yamaha, cioè sin dal suo debutto in classe regina, è passato alla Ducati. Il 99 dopo i primissimi test a Valencia in questi giorni non può tornare in sella alla sua nuova rossa a causa di contratti con Yamaha che gli impediscono anche di lasciare dichiarazioni. Non potendo sentire le parole del pilota, non ci rimane altro da fare che analizzare la moto con cui disputerà il campionato 2017: la Ducati Gp17. I problemi per la moto dalla casa di Borgo Panigale sono ancora molti, a cominciare dalle difficoltà nei cambi di direzione sino alla percorrenza in curva, dall’altra parte però anche i vantaggi non sono pochi, basti pensare alla velocità stratosferica che riesce a raggiungere in rettilineo. Sostanzialmente Lorenzo si trova tra le mani non la migliore moto dello schieramento, ma un mezzo che è in grado di vincere e, con qualche lavoro di ciclistica in grado di puntare al mondiale. Facile a dirsi, ma a farsi? Con la Gp 16, per ammissione sia dell’ingegnere Gigi Dall’Igna, che del pilota Andrea Dovizioso, si era arrivati quasi al limite dei settaggi che la moto permetteva, impedendo così una perfetta regolazione a seconda delle occasioni. Per ovviare a questo inconveniente si è lavorato molto sulla ciclistica, cercando di allargare il range di set up disponibili. Viste da fuori la Gp 16 e la Ducati Gp17 sono praticamente identiche. La presenza delle alette su entrambe le moto non deve trarre in inganno. Nonostante siano state messe al bando per il 2017, è abbastanza comune nel momento di testare nuovi elementi cambiare meno componenti possibili riducendo al minimo le variabili. In questo caso, avendo introdotto il nuovo telaio, togliere le alette avrebbe impedito ai piloti di verificare se le differenti sensazioni provocate da una moto o dall’altra fossero causate dall’assenza delle ali o dal nuovo telaio, si è quindi preferito scendere in pista con la vecchia carena. Quindi per sapere cosa bolle nella galleria del vento bolognese bisognerà aspettare la prossima sessione di test.

Ducati Gp 17

Confronto tra le 2 versioni della Gp 16 e la nuova Ducati Gp 17

Il grosso problema del 2016 è stato, per quasi tutte le case, il continuo aggiornamento portato in pista da Michelin durante il corso della stagione. Cambiare la carcassa delle gomme porta alla necessità di continuare a sviluppare setup diversi e una volta esauriti, quelli disponibili a intervenire direttamente sul telaio.  Per questo motivo quasi tutte le case hanno portano un nuovo telaio diverso da quello presentato a inizio stagione per andare incontro alle nuove gomme. Oltre a questo, i bilanciamenti fatti a inizio stagione con il progressivo aumento del grip degli pneumatici hanno costretto i progettisti a interventi drastici se non addirittura alla bocciatura di progetti; ad esempio basti vedere la Yamaha: nel pre campionato sono state prodotte 2 moto una ibrida(sostanzialmente uguale alla 2015) e una con la distribuzione dei carichi molto diversa. Con lo sviluppo delle gomme la casa dei tre diapason è stata costretta a bocciare il secondo progetto a favore del primo. Questo vuol dire che sostanzialmente solo quest’anno vedremo in pista moto progettate esclusivamente per le Michelin. Cosa comporta questo?  Molte modifiche al livello strutturale e una rivisitazione del bilanciamento dei pesi. Dal punto di vista strutturale, sulla Ducati Gp 17 è stato svolto un lavoro di fino, rivedendo quasi integralmente le saldature e andando a modificare il “pezzo” del telaio che collega il forcellone con la struttura.  Questo insieme ad altri lavori in quella zona, modifica il comportamento della moto e la sua rigidezza. Per quanto riguarda la distribuzione dei pesi, esteriormente l’unica differenza che sembra evidente è la posizione del serbatoio che risulta essere arretrata rispetto alla versione precedente. Per il resto, purtroppo vista la scarsità di immagini e l’assenza quasi totale delle dichiarazioni dei piloti, rende l’analisi molto difficile e per questo  per un eventuale approfondimento occorrerà aspettare i test di Sepang.

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