Ross Brawn e i costi della Formula 1: “Riapriamo la discussione sul budget cap, serve più equilibrio”

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Ross Brawn apre alla possibilità di affrontare il discorso sul contenimento dei costi della Formula 1

Ross Brawn, di ritorno nel mondo della Formula 1 come direttore generale per il settore sportivo all’interno nuova governance gestita dalla Liberty Media, ha rilasciato questa settimana una serie di dichiarazioni d’intenti del nuovo corso del circus che era stato gestito dal dominus Bernie Ecclestone. Ma hanno un peso non indifferente le parole di Ross Brawn riportate oggi e che riguardano l’ormai annoso problema dei costi della Formula 1.

Formula 1 2017, il problema dei costi

Il budget cap è una questione non di poco peso all’interno dell’ambiente: lo stesso Ecclestone qualche anno fa si era detto “frustrato” dalle ingenti spese che la macchina F1 divora e aveva anche tentato di proporre delle riduzioni (come l’idea di far pagare alle squadre 15 milioni di sterline per una coppia di telai meccanici fornita dai motori Renault oppure Cosworth, oppure il taglio del personale per ogni squadra, limitare i test e così via) ma si era sempre scontrato contro il muro di gomma eretto dai team, soprattutto quelli di vertice, che temevano di veder mortificato il valore della competizione  e di vedere così livellate le risorse a loro disposizione verso il basso. Nel 2009 il tentativo di un contenimento dei costi della Formula 1 andò a vuoto, infatti, per via dell’opposizione della Ferrari e della Red Bull che minacciarono di lasciare il circus sbattendo la porta, e non è andata meglio con l’Accordo di Restrizione delle Risorse firmato dai team senza obblighi formali per punire chi non razionalizzava i costi e poi caduto nel dimenticatoio nel 2011. Ed infine non ha portato a grandi risultati  il mandato diretto a fine 2015 da parte del Consiglio Mondiale della FIA a Ecclestone e Jean Todt per cercare di contenere i costi della Formula 1.

Ross Brawn sul contenimento dei costi della Formula 1

Torna perciò oggi sull’argomento il neodirettore generale Ross Brawn ai microfoni di Espn. Il punto di partenza è riflettere sugli investimenti dei team: “Più soldi si investono e più si va veloci” nota Ross Brawn. “Bisogna trovare il modo, all’interno dei regolamenti tecnici, di premiare meno che fa investimenti pesanti. Questo il punto, ma raggiungerlo è più difficile. […] In precedenza sono stati sì discussi dei limiti al budget: la gente dice che non funzionano, ma in realtà non sono mai stati messi davvero in atto – continua l’ex direttore tecnico della Ferrari e team principal della Mercedes, puntando il dito sui programmi di contenimento dei costi della Formula 1 su base volontaria a cui in realtà non tutti i team aderirono, e di conseguenza vanificando il budget cap che secondo Ross Brawn va applicato da tutti e non in ordine sparso, anche se riconosce che sia difficile mettere d’accordo team diversi provenienti da tutto il Mondo (la Red Bull, tramite Christian Horner, è una delle realtà che più si oppone al budget cap): “[L’accordo sui costi della Formula 1] è tipo il Nirvana, qualcosa che non è facile da raggiungere“, scherza Ross Brawn.
Tuttavia specifica anche che “non sto dicendo che dobbiamo assolutamente avere un contenimento dei costi della Formula 1, ma che certamente bisogna discuterne perché questo punto è alla base di molti problemi” (ad esempio se il budget cap riguardi anche i costi dei piloti e così via) e trovare una soluzione che possa funzionare, asserisce Ross Brawn; soluzione che secondo lui passa dai regolamenti tecnici e sportivi, in modo da inibire eccessi di investimenti da parte delle squadre che si ritroverebbero così un ritorno minimo o nullo.

Per quanto riguarda invece la redistribuzione degli introiti il direttore generale ammette che un cambiamento non può avvenire fin tanto che regge il Patto della Concordia, l’accordo commerciale che verte sulla ripartizione delle risorse economiche tra i team che lo hanno firmato. In vista del rinnovo del patto nel 2020, Brawn apre alla possibilità di cercare nuove soluzioni per migliorare la redistribuzioni dei fondi.
Infine Ross Brawn conclude il suo pensiero sui costi della Formula 1 riflettendo sul fatto che un sistema “sano” passa dalla presenza di team non costruttori capaci di reggersi sulle proprie gambe e su un buon management che consenta alle squadre di poter sopravvivere, invogliandole a gestire meglio le loro risorse e rendere così attrattivo il prodotto per altri nuovi attori ed investitori.
Certamente, per i nuovi proprietari di Liberty Media i costi della Formula 1 rappresentano uno degli scogli più impervi da superare nei prossimi anni, mediando la sostenibilità del sistema con l’attrattività del prodotto. Tra team in bancarotta, circuiti in difficoltà per l’impossibilità di finanziarsi adeguatamente e reggere i costi e spettatori in fuga non sarà certo per Ross Brawn e soci un piacevole percorso in rettilineo.

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