Indagine sulla Formula 1: a rischio la cessione a Liberty Media? Si muove il parlamento europeo

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Anneliese Dodds, l’eurodeputata che ha richiesto una indagine sulla Formula 1


Una indagine sulla Formula 1
potrebbe ufficializzarsi nei prossimi giorni: il Parlamento Europeo, con l’approvazione di un rapporto dello scorso gennaio, appoggia la richiesta della deputata inglese Anneliese Dodds di richiedere una investigazione approfondita per appurare se il circus della F1 applichi pratiche anticoncorrenziali, macchiandosi del reato di abuso di potere.
Il casus belli partirebbe da alcuni fatti che hanno allarmato la Dodds: la recente cessione della governance a Liberty Media (il cui accordo è stato siglato a fine 2016) che per la parlamentare sarebbe in odore di conflitto d’interessi e l’assegnazione a suo dire iniqua dei premi in denaro e la tassazione sproporzionata rispetto agli introiti del circus.

L’indagine sulla Formula 1 che potrebbe mettere a rischio la cessione a Liberty Media

Cominciamo con la potenziale indagine sulla Formula 1 che riguarda la cessione a Liberty Media:””C’è stato un significativo conflitto di interessi nella recente vendita della F.1 alla Liberty Media, dopo che l’organo regolatore (la FIA) ha ottenuto un profitto di 79,5 milioni di dollari autorizzando l’operazione“, spiega la deputata Anneliese Dodds commentando l’appoggio del Parlamento Europeo alla sua richiesta di vederci chiaro in questo cambio di proprietà.
La notizia di una indagine sulla Formula 1 relativa a questo aspetto era nell’aria da giorni, perché come spiegava una settimana fa il Daily Mail la cessione a Liberty Media della F1 violerebbe la normativa antitrust in quanto la Delta Topco, la precedente proprietaria del circus, è posseduta all’1% dalla FIA, la federazione che in questa partita gioca il ruolo del regolatore super partes.
Ma la vendita alla Liberty Media, secondo la Dodds, avrebbe garantito all’ente guidato da Jean Todt un profitto che violerebbe la clausola 2.2.2 del Codice Etico FIA che recita testuale “La Federazione o terze parti relative ad essa non possono esercitare le proprio funzioni in situazioni che comportino conflitti d’interesse esistenti o potenziali“.
Come se non bastasse, esiste un accordo del 2003 stipulato dalla FIA con l’Unione Europea firmato proprio per far sì che non sussistano conflitti d’interesse a livello commerciale; inoltre Liberty Media era a conoscenza del ruolo e degli interessi in quanto azionista nella Delta Topco della Federazione.
Se questo presunto conflitto d’interessi venisse appurato dall’indagine sulla Formula 1 condotto dagli organismi europei, allora la cessione a Liberty Media subirebbe un duro colpo. E se da una parte la FIA respinge con forza ogni illazione e si difende, dall’altra le dichiarazioni rilasciate l’anno scorso dall’ex capo Max Mosley gettano più di un ombra sul futuro dell’accordo:”Per me si tratta di una violazione dell’accordo con la Commissione Europea” disse a proposito della cessione a Liberty Media.

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L’indagine sulla Formula 1: riflettori accesi sulla distribuzione dei premi

C’è poi un altro fronte aperto nella richiesta di indagine sulla Formula 1 proposta dalla deputata europea, e che incrocia una denuncia fatta nel settembre 2015 dai team Sauber e Force India e che riguardava la distribuzione dei premi in denaro, criticando il processo decisionale dello Strategy Group composto da sei grandi team. Il rapporto che abbiamo citato all’inizio, presentato nello scorso mese di gennaio ed approvato oggi dal Parlamento Europeo, contenente una serie di raccomandazioni per l’agenda della Commissione Europea, potrebbe quindi spingere la commissione sulla concorrenza ad avviare una indagine sulla Formula 1 anche su questo punto.
Sono felice che oggi il parlamento europeo abbia sostenuto la mia richiesta di un’indagine completa ed immediata sulle pratiche anticoncorrenziali presenti in Formula 1” afferma la battagliera Dodds. “Poche settimane fa, la Manor è diventata l’ultima squadra britannica ad arrivare al collasso dopo che gli amministratori non sono riusciti a trovare un acquirente. Le squadre più piccole sono punite ingiustamente con una divisione ingiusta dei premi in denaro: questa indirizzerà sempre più soldi alle grandi squadre, anche nel caso dovessero finire ultime in ogni gara“.
La parlamentare annota poi un altra grana per la F1: “I problemi della Formula però si estendono ben oltre l’assegnazione dei premi in denaro, perché c’è stato un accordo con la HM Revenue and Customs che gli permette di pagare solamente il 2% di tasse“.
E conclude:”Ho scritto una serie di lettere alla Commissione Europea per chiedere un’indagine completa e sono grata al parlamento europeo per aver risposto a questa chiamata. Dobbiamo fare in modo di non perdere altri posti di lavoro altamente specializzati“.

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Questa indagine sulla Formula 1 se avviata potrebbe, secondo Motorsport.com, costare al circus una multa pari al 10% del suo fatturato.
Ora però bisognerebbe chiedersi come sia possibile che degli enti mastodontici come la FIA, la Delta Topco e Liberty Media non si siano accorti di questo rischio. Mettiamo da parte la distribuzione dei premi e concentriamoci infatti sulla cessione: possibile che non ci sia stato nessuno dagli uffici legali ad avvisare la parti in causa del rischio di un potenziale conflitto di interessi ed abuso di potere? Parliamo di una delle più grandi e potenti federazioni internazionali, parliamo di soggetti come Liberty Media, con un fatturato di più di quattro miliardi di dollari ed asset sconfinati nel mondo dei media. E’ mai possibile una tale leggerezza compiuta da questi attori interessati all’accordo, tale da far saltare un affare globale di questa portata facendolo travolgere da una indagine sulla Formula 1 e rischiando una figuraccia epocale? Non vogliamo ovviamente avanzare malizie su una possibile consapevolezza del reato da parte dei soggetti coinvolti.
E se invece la pugnace Dodds non stesse eccedendo di zelo, peccato di cui a volte si macchiano rappresentanti, burocrati ed organismi europei? Noi non possiamo ovviamente avere la risposta: l’unica cosa è rispettare i principi del garantismo ed aspettare le conclusioni di questa indagine sulla Formula 1 i cui effetti potrebbero potenzialmente essere travolgenti.

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