Valentino Rossi si confessa: “Voglio continuare a vincere e… un figlio”

Pubblicato il autore: Fabiola Granier Segui
Valentino Rossi si confessa: "Voglio continuare a vincere e... un figlio"

Valentino Rossi si confessa: “Voglio continuare a vincere e… un figlio”

In occasione di una lunga intervista rilasciata al Corriere, Valentino Rossi ha deciso di confessare tantissimo di se stesso, tra passioni, grandi amori e segreti nascosti, passando anche per obiettivi e desideri, storia e un passato vincente che sarebbe bello riproporre ancora fino all’anno del famoso ritiro che lo allontanerà per sempre dalla MotoGP e permetterà al campione di Tavullia di poter riguardare, tutte insieme e da lontano, le grandi imprese di cui è stato protagonista e che occupano sempre grande spazio nei suoi ricordi e nel cuore.

Questa per Valentino Rossi sarà la sua 22esima stagione nel Motomondiale, una stagione importante in cui il numero 46 cercherà di conquistare il suo decimo titolo… ma anche un anno che nasconde un sogno grandissimo, la voglia di paternità: a 38 anni il Dottore spera di trovare ancora la sua quadratura ufficiale e conferma che “La verità è che la mia seconda vita è già cominciata”.

La magnifica vita di Valentino Rossi

La vita di Valentino Rossi è ricca di opportunità e situazioni diversissime le une dalle altre: “Offre stimoli, un sacco di gusti nuovi. Fare bene ogni cosa è interessante. E poi aiutare giovani piloti mi piace da matti. Non esisteva nulla del genere in Italia, adesso abbiamo molti ragazzini che vanno forte, con ambizioni serie. Bello, sì”, confessa, con un forte riferimento a quella sua “VR46” e alla VR46 Riders Academy, che fa crescere nuovi piloti.

Per i piloti giovani Valentino Rossi non vuole essere riconosciuto come un maestro, come un professorone che pretende sempre di insegnare, spiegare e anche rimproverare. Ma qualcosa che più si avvicini al suo carattere, al suo modo di essere: “Non mi sento un maestro. Per loro sono come un fratello maggiore. Graziano, il mio babbo, mi ha sempre insegnato che la spocchia è una scemenza, che l’umiltà è più divertente. Non sono stupido al punto da pensare che nessuno possa battermi, anche se si tratta di ragazzi in allenamento. Certo, sto un po’ attento. Uno di loro venne da me, raggiante, dopo il primo podio. Disse: ma tu Vale, quanti ne hai fatti? Beh, mica potevo rispondere: duecento e passa. Ho finto un vuoto di memoria”, ha commentato il Dottore continuando il suo racconto.

Ma nel 2017 si potrà davvero puntare alla vittoria? “Le basi, gli ingredienti sono quelli di sempre. Posso vincere quando si può vincere. Posso cercare di vincere quando è più complicato, mica sempre”, ha detto il Dottore. “I due anni con Ducati (2011-2012) sono stati devastanti ma, visti ora, sono serviti per rilanciare impegno e desideri. L’apice ha coinciso con il 2015, che è finito come è finito. Sarà più difficile, ma è stato difficile sempre“, ha poi proseguito Valentino Rossi.

Il 2015 fa ancora male

E quel 2015 che ancora fa male, soprattutto per come si è concluso: “Una vergogna per lo sport”, ha commentato. “Sono accadute cose che non dovrebbero accadere, una vergogna per lo sport. Ho lottato contro avversari tosti, diversi, da Biaggi a Stoner, ma nessuno si è comportato come Marquez allora. Mai visto un pilota fuori dalla lotta per il titolo correre contro, così. Rimpianti? Certo. Se non avessi parlato… se non avessi reagito… La verità è che mi avrebbero fregato comunque e almeno mi sono sfogato, ho fatto casino”, ha raccontato, riflettendo su quanto vicino fosse andato alla vittoria ma quanta delusione e sofferenza abbia poi provato resosi conto di essere impotente di fronte a certe situazioni fuori dal suo controllo e dal suo volere.

Gli obiettivi, i sogni futuri: “Continuare a vincere, essere lì, esserci, cercare il decimo titolo. E un figlio. Mi piacerebbe fare un bambino e mi pare sia il momento giusto. Ma mi sa che devo rivedere la strategia, visto che sono single e i miei tanti fallimenti in amore”, ha concluso Valentino Rossi.

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