F1 GP Austin, tutto quello che c’è da sapere

Pubblicato il autore: Daniele Vidimari Segui

F1 GP Austin

Siamo entrati nel vivo del campionato, nelle prossime quattro gare si deciderà l’esito di questa emozionante stagione per via del duello HamiltonVettel, con l’ago della bilancia che al momento pende ampiamente verso l’inglese della Mercedes: basta che metta a segno una vittoria e che Vettel non faccia meglio di un sesto posto per laurearsi campione del mondo, o in alternativa arrivare secondo con il tedesco al massimo nono, e Bottas fuori dal gradino più alto del podio.

I Fatti

Hamilton-COTA è un binomio vincente, e lo dimostrano le 4 vittorie su 5 Gran Premi disputati sul circuito texano (compresa la vittoria nel 2015 che lo consacrò campione del mondo), con una sola vittoria per il ferrarista nel 2013, a bordo della Red Bull.

Il tracciato
F1 GP Austin

Il Circuito delle Americhe (Circuit of the Americas) di Austin, Texas, è un circuito di ultima generazione, progettato da HKS Inc, con la supervisione di Hermann Tilke.
Pur essendo un cosiddetto “Tilkodromo“, presenta delle interessanti caratteristiche che lo rendono di gran lunga più interessante e tecnico degli altri tracciati realizzati dall’architetto tedesco.

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Si arriva alla prima curva tramite un’intensa staccata in salita, tratto che prende ispirazione dalla curva 1 del Red Bull Ring, Austria. È molto facile sorpassare data l’ampiezza della carreggiata che permette linee alternative ed incroci di traiettoria, occorre però far conto della curva 2, destra veloce in discesa, che favorisce chi mantiene un’uscita larga in curva 1.

Si entra così nelle S (3, 4, 5, 6) che mettono a dura prova le doti telaistiche ed aerodinamiche delle vetture di F1. Questo tratto prende ovviamente ispirazione dalle famosissime S di Silverstone (Maggots, Becketts, Chapel).
Grazie alle spettacolari inquadrature televisive, potremo ammirare tutta la reattività nei cambi di direzione e la velocità estrema che le monoposto odierne riescono a mantenere in percorrenza di curva, merito delle ingenti gomme Pirelli ed al carico aerodinamico aumentato.

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Andando verso la conclusione del settore 1, si passa per le difficilissime 7, 8, e 9 che portano in discesa verso il tornantino (curva 11), passando per la 10, da fare in pieno. Sarà fondamentale poter usufruire della maggior trazione possibile per massimizzare la velocità di punta nel lungo rettilineo che segue, attivando il DRS quando concesso. I motori Mercedes probabilmente la faranno da padroni.

La frenata più intensa del circuito ci porta verso la stretta curva 12, un altro punto in cui è possibile compiere sorpassi, per poi entrare nel tratto che ricorda in tutto e per tutto il Motodrome Stadium di Hockenheim (13, 14). Il tratto si conclude con la curva 15, che prende ispirazione dalla 10 del Bahrain.

Il prossimo complesso di curve (16, 17, 18) è affascinante tanto quanto quello delle S, si tratta di un lunghissimo curvone a destra raccordato in tre spigoli, ispirato dall’identica curva (a sinistra) del Circuito di Istanbul. Aspettiamoci di vedere forze G laterali prossime a 6.
Le ultime sono due curve a 90 gradi, si conclude così un giro nel circuito di Austin.

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1:34.999 è la pole position di Hamilton della scorsa stagione, con le nuove vetture possiamo ipotizzare che sabato pomeriggio il cronometrò si fermerà intorno a 1:32.xxx.

Sulla carta si tratta di un GP favorevole alla Mercedes, ma le ultime prestazioni della Ferrari in Oriente (al netto dei problemi di affidabilità) possono farci ben sperare: ce la farà Vettel a mantenere viva la lotta per il mondiale?

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