Confessione shock di Adrian Newey: “Mi sento responsabile della morte di Senna”

Pubblicato il autore: Giovanni Esposito Segui

A distanza di 23 anni dalla scomparsa di Ayrton Senna, il suo ex ingegnere Adrian Newey rilascia delle dichiarazioni sconvolgenti sul tragico incidente che costò la vita al pilota brasiliano.

Un talento spento troppo presto. Tutti gli appassionati delle quattro ruote non possono dimenticare Ayrton Senna che, per anni, è stato uno dei più grandi talenti della Formula 1 capace di trovare la giusta messa a punto della monoposto e la sua incredibile capacità di spingerla oltre il limite. Viene anche ricordato per la sua rivalità con Prost che ha segnato un’epoca e scritto la storia della Formula 1. Sorpassi e battaglie indimenticabili come quelle a Suzuka nell’89 e nel 90: nella sua incredibile carriera è riuscito a vincere 3 mondiali piloti che possono esser pochi per un talento come lui ma, come detto in precedenza, è salito nell’Olimpo dei piloti troppo presto

Adrian Newey parla della morte di Senna. Adrian Newey è tra i migliori progettisti della Formula 1 e può vantare un palmares di tutto rispetto: è riuscito a far conquistare ben 9 titoli piloti ( 3 con la Willims, 2 con la Mclaren e 4 con la Red Bull), ha conquistato 10 titoli costruttori e 142 Gran Premi vinti più di chiunque altro nella storia della F1 ma, a distanza di 23 anni da quel tragico incidente Adrian Newey, all’epoca ingegnere di Senna e attuale direttore tecnico della RedBull, rilascia delle dichiarazioni sconvolgenti prese dalla sua autobiografia “How to build a Car” che stanno suscitando molto clamore. Il progettista ammette che l’incidente non è stato causato dalla rottura del piantone dello sterzo e ammette che l’incidente poteva essere evitato perchè una monoposto in quelle condizioni non poteva correre: “Ciò di cui mi sento colpevole non è la possibilità che il cedimento della colonna dello sterzo abbia innescato la tragedia, perché io non credo che ciò sia accaduto. Mi sento colpevole perché sbagliai completamente l’aerodinamica di quella Williams.” Il progettista inglese ammette dunque che la Williams di Senna aveva errori di progettazione che nemmeno il talento del pilota brasiliano avrebbe potuto sopperire.

Non doveva scendere in pista afferma Newey. Il progettista britannico, uno dei più noti in Formula 1,  dopo aver parlato dell’incidente, analizza la situazione e crede che la tragedia si sarebbe potuta evitare. La novità che portò la Williams in quel week-end sono molte ma tutti si sono concentrati su un pezzo in particolare: Newey aveva modificato proprio lo sterzo per permettere, al pilota, di aver una maggiore comodità all’interno dell’abitacolo. La modifica apportata però, come stesso dichiarato da Newey, non era adatta a quella monoposto che non sarebbe mai dovuta scendere in pista: “Che sia stata o meno la colonna dello sterzo a provocare l’incidente, non posso sfuggire alla realtà. C’era un pezzo progettato male che non avrebbe dovuto trovarsi sulla macchina.” La morte del talento brasiliano ha segnato tanti appassionati dell F1 che, ancora oggi, rimpiangono quell’incidente che costò la vita ad Ayrton Senna.

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