F1, Adrian Newey svela: “Vi spiego come spio la Ferrari”

Pubblicato il autore: Fabio Sala Segui
F1 Adrian Newey Ferrari

F1 Adrian Newey: “Ecco come spio Ferrari”

Con un mondiale piloti e costruttori già assegnato rispettivamente a Lewis Hamilton e alla Mercedes, forse in pochi troveranno ancora qualcosa di speciale in quella che sarà l’ultima gara di Formula1 in programma il prossimo 26 Novembre ad Abu Dhabi. Questi pochi “spettatori” però si sbagliano di grosso.
Intanto, nella gara in Brasile vinta da Vettel, abbiamo assistito ad una rimonta pazzesca di Hamilton e allo stesso tempo ad un grande dominio della Ferrari, con i due piloti entrambi a podio. Una corsa molto entusiasmante nonostante il campionato sia già deciso. Probabilmente anche la gara di Abu Dhabi sarà altrettanto divertente. Ormai è già stato tutto assegnato, quindi i piloti sono liberi di gareggiare senza temere nulla e senza ordini di Scuderia per far passare davanti uno o l’altro. Questo rende il tutto molto più avvincente.
In più, se si guarda come le diverse scuderie, i diversi piloti e i diversi meccanici si preparano alla gara, si può notare come si muovono gli ingegneri quando le macchine sono poste in griglia di partenza prima dello spegnimento dei semafori. E si può notare soprattutto come Adrian Newey spii i segreti della Ferrari (e non solo).

F1, Adrian Newey svela: “Vi spiego come spio la Ferrari”

È lo stesso ingegnere britannico direttore tecnico della Red Bull Adrian Newey a dichiarare che spia la Rossa di Maranello. Come? L’ingegnere ce lo spiega nel libro da lui pubblicato e in uscita in questo mese dal titolo “How to build a car” (“Come si costruisce una macchina”). Il libro è un’autobiografia di quello che, probabilmente e a detta di molti, è il miglior ingegnere della storia della F1. Grazie alle monoposto da lui pensate, Vettel è riuscito a vincere 4 mondiali piloti consecutivamente quando era in Red Bull. Mica male.
All’interno della sua autobiografia, Newey spiega anche come sia possibile spiare le altre monoposto quando si è in griglia di partenza o nel paddock. “È tutto un po’ un gioco, in verità”, spiega Newey. “Il fatto è che quando mi avvicino alle vetture i meccanici di quel team fanno una sorta di schermo, specie alla Ferrari sono molto attivi nel muoversi per oscurare la mia vista. Così io fingo di concentrami su un particolare che in realtà non mi interessa, attirandoli come api dalla mia parte, mentre uno dei nostri fotografi fotografa le parti che realmente mi interessano. E alla Ferrari non hanno ancora scoperto questo trucco. Il momento migliore per osservare l’operato della concorrenza resta però quello del parco chiuso che segue le gare, quando in teoria è possibile avanzare una protesta ufficiale nei confronti di una presunta irregolarità. Sono lì, immobili, parcheggiate sotto il naso senza che nessuno possa toccarle. I meccanici sono occupati a smontare il box, così puoi guardare finché ti pare”.

Una tecnica astuta quella di Newey. Non a caso è un grandissimo ingegnere. Certo è che dopo la prestazione della sua Red Bull in Brasile (anonima e soprattutto anomala dopo lo stradominio della Scuderia austriaca nel Gran Premio precedente in Messico) forse sarebbe più utile spiare meglio.

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