Il sistema Halo nella Formula 1 continua a far discutere: per Paddy Lowe ci sono dei problemi, e non di aerodinamica

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Halo Formula 1

Un prototipo del sistema di protezione Halo usato dalla Ferrari nei test di qualche anno fa

Dalla prossima stagione le vetture di Formula 1 si doteranno di un supporto di sicurezza per l’abitacolo, il famigerato sistema di protezione chiamato Halo. Questa misura introdotta nel 2015 è stata resa obbligatoria dalla FIA dal 2018 ma, al di là del nobile intento di proteggere la testa del pilota soprattutto in caso di detriti volanti, la nuova tecnologia ha comunque diviso il mondo della F1.
Abbiamo parlato anche in queste pagine dei favorevoli e contrari a questa misura di sicurezza, tra piloti entusiasti (i ferraristi, Alonso) e quelli più scettici (Kevin Magnussen e recentemente Max Verstappen, che ha parlato di un sistema che snatura l’essenza stessa della Formula 1, ovvero il rischio).
Ma prima ancora dei piloti sono i tecnici e gli ingegneri che devono cercare di integrare l’Halo negli abitacoli: se a prima vista la questione fondamentale è l’armonizzazione della struttura con l’aerodinamica del veicolo, il direttore tecnico della Williams Paddy Lowe ha spostato oggi il focus dei problemi che si stanno incrociando nell’introdurre questo nuovo elemento di sicurezza (il che è abbastanza fisiologico, dal momento che parliamo di una modifica sostanziale alla fisionomia delle vetture come difficilmente si era mai vista nella Formula 1).

Halo Formula 1: le rassicurazioni di Charlie Whiting

Facciamo prima un passo indietro: il direttore di gara Charlie Whiting aveva già avuto modo di rassicurare i team sull’impatto che l’Halo avrebbe avuto sulla aerodinamica delle vetture, asserendo che quelli visti sinora girare sulle vetture nei test del 2015 e del 2016 erano solo prototipi del sistema di protezione.
Alle obiezioni di ben nove team su dieci sulle criticità di questa misura Whiting opponeva il fatto che davanti alle squadre si apriva un buon ventaglio di possibilità per integrare al meglio il sistema Halo nelle loro carenature, terreno sul quale ci può essere più flessibilità: alla stessa Williams ricordava il fatto che la loro variante delle barre di protezione in bianco, in tinta con la stessa vettura, migliorava l’estetica globale del mezzo. Le norme FIA infatti prevedono la standardizzazione del corpo strutturale dell’Halo, realizzato da un unico fornitore, mentre la carenatura in fibra di carbonio che circonda il dispositivo potrà essere ridisegnata a discrezione dei team, rispettando ovviamente i paletti imposti.  E per quanto riguarda l’avversione dei tifosi ed appassionati, Whiting non si scompose, sicuro del fatto che si sarebbero abituati a questa introduzione.

Halo Formula1: per la Williams i problemi non riguardano tanto l’aerodinamica, ma i pesi

Ma come abbiamo già accennato, almeno per la Williams il busillis da sciogliere non è la parte aerodinamica.
Lowe ha dichiarato infatti che le maggiori difficoltà nell’integrazione dell’Halo non risiedono tanto nell’impatto che la protezione avrà da quel punto di vista (nonostante i “carichi alti da sistemare“, l’impatto sarà minimo), quanto da quello strutturale. L’ingegnere fresco di ritorno quest’anno alla Williams non ha nascosto infatti che l’inserimento della barriera che circonda la testa del pilota è un bel problema per la cui soluzione sono tutt’ora al lavoro, sebbene i margini di manovra concessi dalla FIA non sono così vasti, spiega ancora Lowe.
La questione dei carichi, ad esempio, è cruciale per il direttore tecnico: l’impatto aerodinamico della struttura – che ricordiamo è composta di una barra posta davanti all’abitacolo del pilota che poi si divide in due tronconi circondando l’area della sua testa – è minimo a suo dire, mentre il peso (in senso letterale) che può incidere sul telaio sta creando più di un grattacapo ai tecnici. La gestione di questo aspetto è essenziale in termini di performance della vettura: quanto peso si potrebbe sacrificare per far sì che l’Halo si possa montare e non diventare una zavorra? Questa è in sintesi la domanda che si pone Lowe e questo è il punto fondamentale per il quale alcuni team potrebbero avvantaggiarsi, in termini di prestazioni nei test, senza aggiungere troppo peso nel telaio.
I margini di manovra sono ridotti: vedremo come la Williams, e gli altri team, integreranno l’Halo senza intaccare le performance delle vetture.

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