Rally di Montecarlo: Neuville conquista il Monte e batte Toyota

Il belga rimonta dalla terza posizione dominando la giornata di domenica e lasciando di stucco il team di Tommi Makinen. Ogier, secondo, beffa nel finale un grande Evans.

Thierry Neuville inizia il 2020 come aveva terminato il 2019: con una vittoria. Un primo posto al Rally di Montecarlo emozionante e guerriero, frutto di una rimonta sul duo Toyota, avviato verso una doppietta quasi certa.
Il belga, navigato da connazionale Nicolas Gilsoul, su Hyundai i20 Coupè WRC, ha fatto la differenza la domenica, lungo le ultime quattro prove speciali, due percorsi da ripetere due volte. Il vice campione della stagione scorsa ha costruito in questo frangente un vantaggio sufficiente a rimontare prima, al termine della PS13, la seconda posizione della Toyota di Sebastien Ogier e poi, subito dopo, al termine della PS14, il primo posto virtuale di un sorprendente Elfyn Evans, il quale, fino a quel momento, aveva battagliato alla pari con il più blasonato compagno di squadra senza soffrirne la vicinanza.
Dopo il passaggio di consegne compiuto una volta conclusa la prova n°14 il gallese di casa Toyota ha, però, mano a mano, perso il ritmo, tanto da venire superato da Ogier al termine della PS16, ultima speciale del Rally, vinta da Neuville a coronamento di una giornata eccellente sotto tutti i punti di vista.
Peccato solo per l'assenza in classifica del compagno di squadra del belga, il campione del mondo in carica Ott Tanak: l'estone deve comunque ringraziare gli dei della specialità per essere uscito illeso, nel corso della giornata di venerdì, da uno spettacolare volo terminato con una serie di cappottamenti, frutto di un errore umano.
Neuville, da canto suo, ha portato a compimento una strategia fredda ed efficace: ha lasciato sfogare tra loro i due nuovi piloti Toyota nel corso delle giornate di venerdì e sabato senza mai perdere il contatto "visivo" dalla prima posizione virtuale e quando si è sentito in condizione ha dato il 100%, sfruttando al massimo pneumatici meno usurati rispetto alla concorrenza. Una tipica strategia da "gatto col topo" che ha sempre premiato i grandi campioni della specialità, da Loeb a Ogier.
Proprio Ogier, secondo, ha avuto la meglio sul più giovane compagno di squadra Evans ma non è riuscito a creare un margine di sicurezza tra sé e il gallese, cosa che tutti i pronostici davano per certa, specie sulle strade di casa del francese, nativo di Gap, distante qualche chilometro dal confine con il Principato. Il podio finale resta un risultato positivo perchè è arrivato al debutto sulla Yaris WRC ma le ottime prestazioni velocistiche del britannico, anche lui per la prima volta alle prese con la Yaris in gara e autore di una sola vittoria nel mondiale contro le 47 del 6 volte iridato, hanno leggermente oscurato la performance del transalpino.
Evans, dal canto suo, si è fatto beffare da Ogier nel corso dell'ultima prova, la Power Stage, ma può dirsi pienamente soddisfatto della terza posizione finale.

Rally di Montecarlo: la gara degli altri.

I tre sul podio hanno lasciato ad oltre tre minuti di distacco il "primo degli altri", Esapekka Lappi, quarto su Ford Fiesta WRC. Per il finlandese una prestazione in crescendo dopo il baratro prestazionale di giovedì, durante il quale Lappi e suoi compagni di squadra in seno al team M-Sport hanno sofferto innumerevoli problemi tecnici e una cronica mancanza di velocità che sembrava irrecuperabile. Al contrario, con l'aumentare dei chilometri percorsi, la Ford Fiesta nelle mani del finnico ha piano piano iniziato a rispondere alle cure dei tecnici inglesi tanto da raggiungere un eccellente terzo posto al termine della Power Stage con il redivivo Teemu Suninen, connazionale di Lappi.
Sempre in tema di "Flying Finn" va celebrata la quinta posizione di Kalle Rovanpera, il teenager terribile e pupillo di Tommi Makinen, team principal della squadra Toyota. Il giovane finnico si è permesso il lusso di arrivare davanti alla leggenda Sebastien Loeb, ha mantenuto i nervi saldi per tutto il Rally e ha mostrato una consistenza incredibile data l'età.
Loeb, invece, sulle strade che conosce bene, ha sofferto con gli pneumatici, specie nella giornata di domenica, e ha commesso anche un errore che poteva costargli caro nel corso della PS14, la "La Cabanette / Col de Braus". Qui solo l'aiuto dei tifosi ha permesso al nove volte iridato, navigato da Daniel Elena, di riprendere l'asfalto dopo un'uscita di strada per terminare poi in sesta posizione assoluta come seconda migliore Hyundai tra quelle portate in gara da team diretto da Andrea Adamo.
Completano la Top10 il settimo posto del giapponese Katsuta su Toyota Yaris WRC a 3 minuti e 22 secondi dalla vetta, la Ford Fiesta di Teemu Suninen, ottavo in rimonta dopo aver patito un ritiro per cause meccaniche, la nona piazza di Eric Camilli, primo tra le vetture R5 e vincitore della classifica WRC3 su Citroen C3 e la decima posizione di Mads Ostberg, dominatore della categoria WRC2 sempre su Citroen C3 R5.