F1: Barrichello intervistato sulla sicurezza in Formula 1

Pubblicato il autore: Andrea Russo Segui

Barrichello

Rubens Barrichello, ex pilota di Formula 1, tra i più celebri e fidati compagni di Michael Schumacher ai tempi del dominio incontrastato della Ferrari, è stato intervistato sulla sicurezza in Formula 1 da Motorsport.com. Secondo il pilota brasiliano, che non ha mai dimenticato i suoi anni in F1, nonostante gli enormi passi avanti che sono stati fatti per proteggere e mettere in sicurezza i piloti di Formula 1, il massimo campionato automobilistico non è e non sarà mai del tutto sicuro. Barrichello ha, infatti, dichiarato che “la Formula Uno ha sempre avuto una grande percentuale di rischio e sarà così per sempre, nonostante la sicurezza sia aumentata a dismisura nelle ultime stagioni”. “I crash test dimostrano che i piloti possono contare su una scocca super resistente, ma certe azioni è impossibile prevederle”. Invitato a dire la sua sulla questione dei cockpit aperti, sempre esistiti in Formula 1, e dei cockpit chiusi, possibile innovazione, Rubens non ha voluto prendere una posizione netta e ha affermato che “solo la scienza può mostrarci cosa è giusto e cosa è sbagliato. Il Circus ha sempre avuto i cockpit aperti e in una situazione di questo tipo è complicato decidere cosa sia meglio per i piloti. Alcune persone sono d’accordo a vetture senza tetto mentre altre no”. “Un’eventuale passaggio ai cockpit chiusi deve essere valutato attentamente, soprattutto i rischi legati a un possibile bloccaggio del tetto”. Non è un caso che Barrichello sia stato intervistato sulla sicurezza in Formula 1 in questi giorni. Dopo la morte di Jules Bianchi, infatti, la questione sicurezza è tornata attuale. Tuttavia, mi sento di dare ragione a Barrichello nel dire che mai la Formula 1 sarà del tutto sicura e, d’altra parte, uomini esperti nel guidare auto a 300/h sono consapevoli dei rischi che possono derivare da quello che è e resta il loro lavoro.

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