F1, Felipe Massa Ferrari storia di un amore mai nato

Pubblicato il autore: Ivana Notarangelo Segui

Felipe Massa Ferrari

Felipe Massa Ferrari, un incontro che si realizza nel lontano 2007, quando il connazionale Rubens Barrichello lascia la guida della Rossa. Massa affianca così un mostro sacro della F1, il 7 volte campione del mondo Michael Schumacher e da quel momento vive una serie di alti e bassi al volante della monoposto di Maranello. Sempre messo in discussione e, talvolta relegato al ruolo (scomodo) di “secondo”, il brasiliano è riuscito a lasciare un segno profondo nel cuore dei tifosi, ma non a raccogliere un successo prestigioso da esporre nella bacheca dei trionfi personali. Dopo il ritiro di Schumi, Massa correrà al fianco di Kimi Raikkonen prima e di Fernando Alonso poi. Nomi altisonanti che, spesso, lo hanno oscurato e ne hanno limitato le potenzialità, almeno stando a quanto riferito dallo stesso brasiliano. Pertanto, l’avventura in Ferrari termina in chiaroscuro nel 2014, quando Massa decide di firmare un contratto con la Williams. A differenza di quasi un anno dall’addio alla Rossa, Massa torna a parlare di quegli anni in Ferrari. Parole che non lasciano spazio ad interpretazione e sicuramente non intrise nel miele. Il brasiliano, infatti, sottolinea come ricordi la sua avventura a Maranello con emozione, ma senza rimpianti. Di certo, non proprio tenero con il suo passato. Infatti, il brasiliano si dice convinto che l‘addio sia stato un passo inevitabile che ha dato anche una svolta alla sua carriera, visto che ora ha trovato la sua dimensione presso la scuderia Williams. Consapevole che la sua carriera in Ferrari è legata a nomi illustri della storia della Formula Uno (Schumacher, Raikkonen e Alonso), Massa sembra, però, nutrire una punta di risentimento (neppure troppo velata, a dire il vero) nei confronti di Alonso. Il brasiliano, infatti, indica nello spagnolo la causa principale del suo addio dalla Rossa. A suo parere, l’arrivo di Alonso nel 2010 ha oscurato sempre di più la sua posizione nel team di Maranello, relegandolo alla costante posizione di “subalterno”, digerita a fatica dallo stesso Massa. Quest’ultimo, infatti, punta il dito su un episodio particolare della sua avventura con la Rossa, eccellente esempio di quanto l’asturiano avesse accentrato su di sé le attenzioni del team. Si tratta del Gp di Hockenheim nel 2010, durante il quale, per ordini di scuderia e in previsione della vittoria finale del titolo iridato proprio Massa, allora in testa alla corsa, dovette cedere la sua posizione al compagno – rivale. Un avvenimento che, sicuramente, ha scalfito il rapporto con il team. Tuttavia, Massa non vuole ricordare solo ciò che lo ha amareggiato, ma riportare alla memoria anche l’umanità e lo spirito del gruppo che ha vissuto in Ferrari. Lo stesso Massa, infatti, parla della Ferrari come di una grande famiglia, la cui vicinanza fu di fondamentale importanza soprattutto in occasione del tremendo incidente a Budapest nel 2009 (il brasiliano fu colpito alla testa da una molla staccatasi dalla monoposto di Rubens Barrichello e fu salvato dal casco in carbonio). Dunque, non solo avvenimenti spiacevoli e amarezze sportive, ma anche momenti di grande impatto emotivo hanno caratterizzato gli anni di Massa in Ferrari. Però, la mancanza di risultati sportivi prestigiosi e la sensazione di essere sempre il secondo di qualcuno hanno spinto Felipe a lasciare Maranello ed intraprendere una nuova avventura al volante della Williams, che qualche soddisfazione gli sta dando. L’addio dalla Rossa non è stato sofferto né tanto meno rimpianto da parte del brasiliano… Dunque, Felipe Massa Ferrari c’eravamo tanto amati, ma non troppo??

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