Formula 1, la crisi dei circuiti si allarga

Pubblicato il autore: Mattia Ravaglia Segui

Formula 1

Dopo il Nurburgring e Monza, un altro dei tracciati storici del Mondiale di Formula 1 si trova a dover fare i conti con i problemi portati dalla crisi finanziaria che ormai da qualche anno attanaglia il mondo senza fare sconti a nessuno. Anche il leggendario tracciato di Silverstone rischia seriamente di essere disputato: nonostante infatti vi sia un contratto in vigore fino al 2026, il tracciato inglese non riuscirebbe a trovare i fondi necessari per pagare il patron della Formula 1 Bernie Ecclestone: 16 milioni di sterline a stagione, con un aumento annuale del 5%. I proprietari del circuito non hanno pagato nemmeno l’ammontare del costo del gran premio di Formula 1 di quest’anno: “Pagheranno l’anno prossimo per la gara di quest’anno. Li ho autorizzati personalmente a farlo, altrimenti avrebbero già chiuso”, ha commentato Bernie Ecclestone che implicitamente ha lasciato intendere che il GP di Gran Bretagna si disputerà con sicurezza nel 2016. I problemi finanziari di Silverstone in particolar modo sono dovuti ai debiti portati dai lavori per modificare il tracciato e realizzare il nuovo paddock: “Non posso assicurare a Ecclestone di avere i pagamenti dovuti per i prossimi 10 anni – ha confidato ai colleghi del Telegraph, Patrick Allen, Managing Director dell’autodromo – Dover rinunciare alla Formula 1 non sarebbe molto triste solo per Silverstone ma anche per la Gran Bretagna e il Motorsport in generale”.

Ma cosa si prospetta per il futuro del circuito inglese ? “Ci vorrebbe qualcuno con tanti soldi, che ami il Motorsport – ha continuato Allen – Che voglia trarre profitto da Silverstone e in primis che sia disposto ad accollarsi il rischio di provare a risanare i bilanci della struttura”. L’ennesimo circuito storico della Formula 1 rischia quindi di lasciare la scena nel modo più triste e malinconico possibile.

Formula 1: la crisi di Monza

Qualche settimana fa è stato evidenziato come sia possibile che il gran premio d’Italia di Formula 1 non si disputi mai più a causa di una mancanza di fondi da stanziare per poter pagare l’evento. A riguardo si era già espresso Bernie Ecclestone, con una dichiarazione che ha fatto tremare i cuori di tutti gli amanti della Formula 1: il Gran Premio di Imola potrebbe tornare a fare parte del calendario ufficiale della competizione a partire dal 2017; a fare spazio al ritorno del Gran Premio intitolato ad Enzo e Dino Ferrari dovrebbe però essere lo storico circuito di Monza.

Il patron della formula 1 si era espresso sul futuro del Gran Premio d’Italia alla Gazzetta dello Sport:

Imola è stata una bella esperienza che potrebbe rivere, una volta scaduto a fine 2016 il contratto con Monza. Fu Enzo Ferrari a suggerirmi la gara a due passi da Bologna. Ci teneva molto. Adesso è bello riparlarne, i buoni propositi ci sono, le basi anche. Quindi…

Mentre Imola mi ha contattato – continua il capo della Formula 1 – di Monza non so niente da un mese. C’è la voglia di salvare il Gp d’Italia, però mancano i soldi. Per avere un gran premio servono i soldi. Se ci sono, il gran premio si fa

Formula 1: il rinuncio del Nurburgring e di Hockenaim

Sempre pochi mesi fa c’è stato il rinuncio ufficiale del Nurburgring che, preceduto da qualche giorno dalla struttura dell’Hockenaim, coincide con la prima assenza del Gran Premio di Germania dal calendario della Formula 1 dal 1960. Anche qui la rinuncia è stata causata da problemi economici e nell’organizzazione di un evento del genere, qui riproponiamo le dichiarazioni della rinuncia al gp:

Abbiamo presentato un’offerta al signor Ecclestone, ma finora non è stato in grado di raggiungere un accordo.Visto che non è stata presa alcuna decisione nelle ultime settimane e negli ultimi mesi, siamo giunti alla conclusione che, per motivi di tempo, di organizzazione ed economici non ha più senso aspettare oltre. La fascia temporale durante la quale sarebbe stato economicamente sostenibile gestire l’organizzazione di una gara di Formula 1 al Nurburgring è ormai chiusa. Siamo profondamente dispiaciuti di questo. Nell’interesse della certezza di programmazione per tutte le parti coinvolte,abbiamo deciso di mettere a disposizione di un’altra organizzazione la data riservata per la Formula 1″

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