F1, Nico Rosberg: “Io sottovalutato? Non credo…”

Pubblicato il autore: Jessica C
Hamilton and Rosberg

Hamilton and Rosberg

Il pilota della Mercedes, Nico Rosberg ha dichiarato che non può stabilire di sentirsi sottovalutato o meno all’ interno del team ma ha ribadito che è nella Formula 1 solo per vincere e che è rimasto soddisfatto del finale di stagione.

Il tedesco però non ha avuto la meglio sul suo compagno di squadra, Lewis Hamilton che ha vinto il mondiale per la seconda volta consecutiva con tre gare di anticipo. Da quella gara di Austin però, Rosberg è tornato in vetta, vincendo in Messico, in Brasile e infine ad Abu Dhabi.

Nessuno mi ha mai fatto una critica diretta, perciò non posso dire di sentirmi sottovalutato” ha dichiarato Nico Rosberg ai microfoni di Crash.net.

Ci sono molte persone che parlano di me, ma non gli do molto ascolto. Non è questo il motivo per cui corro, sono qui per vincere. E sotto quel punto di vista sono stato abbastanza stimato recentemente”.

Rosberg ha poi parlato dei rapporti all’ interno della squadra: se da un lato i rapporti con Hamilton sono ormai logori, dall’altro c’è Niki Lauda a fare da “pacificatore”.

Leggi anche:  F1, la livrea speciale della McLaren per i GP di Singapore e Giappone - FOTO

Niki sta facendo un grande lavoro nel suo reparto. Sa fare molto bene il suo lavoro di Presidente del Consiglio di Sorveglianza. In pista ha ancora le corse dentro e fa anche da riappacificatore.

“Se le cose vanno male lui dice: ‘oh, non importa. Ci sediamo e risolviamo tutto’. Applica la sua mentalità da pilota“.

Nico Rosberg si è detto poi onorato di avere avuto come compagno di squadra Michael Schumacher. Ora con Hamilton è tutto diverso.

“Durante il nostro tempo insieme, Michael non è mai stato distante da quello che le statistiche mostravano. Ma la situazione allora era differente da oggi. A quell’ epoca lavoravamo nel centrocampo, ora abbiamo la macchina migliore. Non si può fare un confronto. Ora è più intenso. C’è molto di più all’ apice, quando stai lottando per il campionato del mondo. Con Michael lottavamo per l’ottavo posto ed era leggermente diverso, meno intenso”.

“Per me è stato un tempo interessante, ho capito perchè ha vinto sette titoli mondiali. Era brillante e ha fatto un buon lavoro in vari modi. Sono contento di averlo battuto in quei tre anni. E’ stato importante”.

  •   
  •  
  •  
  •