F1, parla il padre di Jules Bianchi: “Ho perso mio figlio, i responsabili devono pagare”

Pubblicato il autore: Jessica C

Road-ends-for-French-F-driverAd un anno da quel terribile incidente di Suzuka dove è rimasto in coma senza più svegliarsi e a pochi mesi dalla morte di Jules Bianchi (era il 17 luglio quando il suo cuore ha smesso di battere), ora il padre Philippe rompe il silenzio e vuole giustizia.

Non è possibile che non si sia indagato abbastanza, non si può parlare di “incidente”, non si può accusare il povero Jules Bianchi di aver guidato troppo velocemente. Quel trattore non doveva essere in quel punto della pista, perchè mentire ancora?

Philippe ha rilasciato un’ intervista ad Auto Hebdo, gridando tutta la sua rabbia:

“Sono rimasto sconvolto dalle conclusioni, perchè le persone che ha fatto le indagini erano poi le stesse ad essere indagate. Non c’è conflitto d’ interessi? Puoi essere contemporaneamente il giudice e la giuria? Investigare è una cosa, ti da i punti di vista, ma fare le domande giuste e dare le risposte corrette, sono due cose differenti. L’ho detto e continuerò a ripeterlo: se ci sono dei responsabili, devono pagare. In un modo o nell’altro. Grido a chiare lettere: ho perso Jules, e non lo riavrò mai più indietro. Non ho niente da perdere, se non il suo ricordo e il rispetto che abbiamo avuto per lui. Perciò lotterò per lui con tutte le mie forze“.
Forse però, come ha detto il padre di Jules Bianchi, ci sono troppi interessi, così alti da ricoprire una verità troppo scomoda. Jules stava facendo il suo lavoro, stava inseguendo il sogno di diventare un pilota Ferrari e lo sarebbe diventato. La sua morte non può e non deve passare inosservata.

 

 

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