Gli ingaggi dei piloti di Formula 1 sono troppo alti?

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

Gli ingaggi dei piloti di Formula 1 sono troppo alti? E’ questa la domanda alla quale più “addetti al lavoro”, soprattutto di lingua tedesca, stanno provano a dare una risposta.
Tutto è iniziato qualche giorno fa, quando il numero 2 della Red Bull, il manager Helmut Marko, nel corso di una intervista a Sport Bild, ha usato queste parole: “Fondamentalmente, i piloti di oggi sono strapagati” – ha detto Marko a Sport Bild – “Per due motivi: in primo luogo, ora, il rischio in un grave incidente o in una fatalità si è ridotto. In secondo luogo, i giovani più talentuosi, come possono essere Verstappen o Wehrlein, possono percorrere 100 giri senza sforzi. In precedenza, anche uno come Vettel ha dovuto fare delle pause, perché non abituato a quel tipo di prestazioni. Ciò significa che le vetture sono più facili da guidare e i piloti meno impegnati“. Facendo, quindi, delle considerazioni anche di tipo tecnico relative alle macchine attuali impiegate e al livello di sicurezza raggiunto dalle monoposto, in grado, almeno secondo lui, di ridurre di molto il rischio di incidenti e ancora maggiormente di quelli seri.
Quindi gli ingaggi dei piloti di Formula 1, non sarebbero giustificati, e l’affermazione “almeno rischiano la vita” non varrebbe più per Marko e perderebbe molto del suo significato originario nel 2016.
Il botta-risposta sull’argomento ha riguardo un altro austriaco, ossia l’ex pilota di Ferrari e Mclaren, campione del mondo per 4 volte, e attuale presidente esecutivo della Merceds,  Niky Lauda il quale difende la categoria in merito a questo. Alla stesso Sport Bild, esprime un pensiero diametralmente opposto. I piloti non guadagnano troppo. Non dobbiamo dimenticare quanto ogni anno la Formula 1 genera a livello di reddito e quanto i piloti contribuiscano sotto questo aspetto“. La dichiarazione di Lauda verte principalmente sugli introiti pubblicitari e derivanti dal pubblico garantiti da loro.
Indipendentemente, da chi abbia ragione o meno, certamente gli ingaggi dei piloti di Formula 1 nell’ultimo ventennio hanno subito un aumento davvero considerevole,  e per alcuni, forse esagerato.
Attualmente, il podio di chi guadagna di più, come prevedibile è occupato, a salire, da Sebastian Vettel, grazie ovviamente al salto dalla Red Bull alla Ferrari con un stipendio base esclusi bonus, di circa 27, 5 milioni di euro annui, ma con i “benefit”, tra cui i diversi sponsor, si arriva a toccare i 40.
Alla seconda posizione, troviamo l’inglese Lewis Hamilton il quale, nel team di Lauda, riesce a percepire un ingaggio base di poco superiore a quello del tedesco della “rossa”, ossia 28 milioni, ma con sponsor e bonus, è un pò al di sotto dei 40. In prima posizione, abbastanza irraggiungibile, c’è lo spagnolo della Mclaren Fernando Alonso, con 36 milioni di partenza, “gonfiati” sino ai 50 con gli sponsor.  Numeri da capogiro, certo, soprattutto se comparati agli altri ingaggi dei piloti di Formula 1, i quali ovviamente non fanno la fame ma che presentano dei numeri nettamente inferiori. Lo “stacco” maggiore avviene tra l’altro pilota della Ferrari, Raikkonen, con 6,4 milioni di euro e i 3 di Bottas della Williams. Certo,questi non sono i campioni dei primi 3  posti ma colpisce il crollo così evidente degli ingaggi.
Quindi, gli ingaggi dei piloti di Formula 1 sono davvero troppo alti? La risposta sta nel mezzo. Sono tra gli attori principali (insieme alla macchina) di questo sport estremamente ricco e garantiscono, anche attraverso il loro ruolo di testimonial ai numerosi sponsor, delle entrate fondamentali al movimento. Ma bisogna dire anche che, ritornando alle parole di Marko, la loro vita non è più in pericolo come in passato e se si prendesse questo come unico indicatore, sono compensi probabilmente eccessivi.

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