McLaren: ok l’affidabilità, ora servono le prestazioni

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

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C’è grande attesa e speranza intorno alla McLaren che correrà il prossimo mondiale di Formula 1, dopo la disastrosa stagione appena trascorsa, dove Button e Alonso, causa problemi di affidabilità e alla power unit, hanno chiuso il proprio mondiale solo davanti ai piloti della modesta Manor. Per il nuovo anno ci si attende un miglioramento e i primi segnali, scaturiti dai test di Barcellona, sono nel complesso positivi. Basti pensare che l’anno scorso Alonso nei test sul circuito catalano mise a segno appena una quarantina giri, il compagno di squadra Jenson Button addirittura meno. La stagione ovviamente andò peggio, con la McLaren costantemente fuori dalla Q2  e sempre costretta a lottare nei bassifondi della classifica. Quest’anno in seno alla scuderia di Woking sono cambiate alcune cose, a cominciare dal responsabile del progetto Honda F1: non c’è più Arai, silurato dopo i risultati dell’anno scorso, che è stato sostituito da Mutstimoto, il quale a sua volta avrà il duro compito di risollevare le sorti di una scuderia che non vince un gran premio dal novembre del 2012 (vittoria di Jenson Button al gran premio del Brasile, ultimo appuntamento del mondiale). Sono stati confermati i piloti a scapito del giovane Vandoorne, che però con molta probabilità si prenderà il volante nella stagione 2017, andando a sostituire Jenson Button, che dopo questa stagione “appenderà il casco al chiodo”.

I test quest’anno sono stati incoraggianti, dato che Alonso e Button hanno macinato km su km, eccetto qualche piccolo inconveniente, che però ci può stare. Un grande passo in avanti. Tuttavia, vi sono ancora alcune ombre, su tutti i tempi ottenuti che se confrontati con quelli delle altre scuderie non sembrano mostrare miglioramenti consistenti. La prima prova del mondiale, in programma il 20 marzo in Australia, ci potrà dare maggiori informazioni. La cosa positiva è che sembra che almeno per il momento, i problemi di affidabilità siano stati risolti e che quindi Alonso e Button hanno buone possibilità di vedere con più costanza la bandiera a scacchi. Ora però servono i risultati, serve soprattutto una venttura che sia in grado di lottare a centro gruppo e portare a casa il maggior numero possibile di punti. Non sarà certo facile, dato che Force India, Toro Rosso e Renault sembrano al momento un tantino superiori alla McLaren. Rispetto alla scorsa stagione però sono aumentati i gettoni da utilizzare per lo sviluppo della Powe Unit, ragion per cui, soprattutto a metà stagione, le “frecce d’argento” potrebbero lottare ad armi pari con le vetture che montano motori clienti, che come sappiamo bene hanno un propulsore che nel corso della stagione non gode dello stesso sviluppo della casa madre. Esempio lampante è la Sauber dell’anno scorso, che dopo un inizio importante pian piano si è “afflosciata”, fallendo in diverse occasioni l’accesso alla Q2. Se la McLaren vuole tornare quella di un tempo è necessario che adotti un profilo basso, evitando di fare proclami: serve tanto lavoro, soprattutto di squadra, a cominciare dai piloti; serve un Alonso che collabori, mettendo a disposizione tutta la sua esperienza e che non pianga al primo intoppo meccanico. Una McLaren competitiva, inoltre, oltre che a ridare prestigio alla Formula 1, garantirebbe sicuramente maggiore spettacolo.

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