Parabéns Ayrton Senna, il campione brasiliano che tutti adoravano!

Pubblicato il autore: Marcello Mutalipassi Segui

Ayrton Senna
Il 21 Marzo 1960 nasceva a San Paolo quello che sarebbe diventato un campione di automobilismo. Ayrton Senna avrebbe spento oggi 56 candeline, se non fosse stato per quella domenica, quel primo Maggio a San Marino, dove un guasto al piantone dello sterzo l’ha visto collidere contro le barriere di protezione alla curva del Tamburello. Un impatto che è costata la vita al tre volte campione del mondo.

Miglior pilota nel 1988, 1990 e 1991, Senna è stato il primo nel mondo dell’automobilismo a unire tutti i tifosi e le scuderie. Una persona che riusciva a farsi volere bene da tutti, con quel suo viso rilassato e sorridente, fuori dall’abitacolo, e che cambiava forma una volta con le mani sul volante, duro e concentrato verso la vittoria.

Ayrton Senna
Anche se adorato dai tifosi di tutto il mondo, non mancavano le rivalità. La più eclatante è quella con Alain Prost. Difficile dimenticare i costanti duelli tra i due campioni del mondo e le vittorie guadagnate a suon di speronamenti in quel di Suzuka.
Era un’altra Formula 1, dove non si cercava di trovare un modo per rendere avvincente una qualifica ma dove il sabato si scendeva tutti in pista e si tirava la vettura fino ai limiti per trovare il giro più veloce.

Non a caso Ayrton è stato uomo dei record. Record poi infranti successivamente da altri campioni come Schumacher, Hamilton e Vettel.
L’ultimo record che gli rimane accreditato è proprio il numero di Pole position consecutive: ben otto a cavallo delle stagioni 1988 e 1989; Ayrton conquistava la prima piazza in Spagna, Giappone e Australia, e nella stagione successiva in Brasile, San Marino, Monaco, Messico e Stati Uniti.
Nel Gran Premio del Canada del 18 Giugno 1989 Ayrton deve purtroppo concludere questa serie positiva, concendendo la pole position al suo rivale di sempre Alain Prost.

Chissà quale sarebbe stato il futuro di Ayrton Senna: se sarebbe approdato in Ferrari come molti esponenti del circus di quegli anni si aspettavano, o se avrebbe chiuso la sua carriera in Williams.
Fatto sta che l’icona degli anni ’90 è stata quella McLaren, sponsorizzata Marlboro, con la livrea rossa e bianca e quel casco giallo che spuntava fuori dall’abitacolo.
Quel colore poi ripreso da Hamilton, proprio in omaggio al campione brasiliano del quale Lewis si è sempre professato grande tifoso.

Ayrton Senna ha preso il via a 161 gran premi (su un totale di 162 partecipazioni), concludendo la sua carriera con 41 vittorie (35 al volante di una McLaren e 6 con la Lotus), 65 pole position (46 McLaren, 16 Lotus e 3 con la Williams) e partendo per ben 87 volte dalla prima fila.
È giunto a punti per 96 volte conquistando un totale di 610 punti iridati (con un sistema diverso da quello attuale dove la vittoria dava solo 10 punti).
Senna in carriera ha portato a casa anche sette Hat Trick, ovvero la pole, il giro più veloce e la vittoria nello stesso gran premio.

La sua morte ad Imola ha segnato una svolta epocale per la sicurezza in Formula 1. Dall’anno successivo furono apportati grandi cambiamenti per garantire l’incolumità ai piloti, tanto che per 21 anni non ci furono più incidenti mortali in Formula1, fino al gran premio del Giappone del 2014 dove perse la vita Jules Bianchi.

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