Max Verstappen nella bufera: per Jacques Villeneuve è “protetto dalla FIA”

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Max Verstappen criticato per il suo stile di guida in pista: troppo pericoloso, giudicano piloti ed addetti ai lavori

Max Verstappen criticato per il suo stile di guida in pista: troppo pericoloso, giudicano piloti ed addetti ai lavori


Max Verstappen
al centro delle polemiche: alla vigilia del Gran Premio d’Italia a Monza (autodromo fresco di rinnovo almeno sino al 2019) non si spegno l’eco di quanto è avvenuto in Belgio e che ha visto protagonista il giovanissimo pilota della Red Bull che, con manovre aggressive alla partenza e lungo il Gran Premio di Spa ha dato più di un grattacapo ai piloti, tra cui i due Ferrari.
Le scintille sono volate soprattutto con Kimi Raikkonen, che ha subito una collisione nella prima curva scaturita dal contatto con la vettura del figlio d’arte; ma anche altri piloti come Vettel e Perez hanno avuto più di un problema con le manovre al limite di Verstappen.
Tra l’altro, non è la prima volta che tra il giovane talento e il finlandese ci siano state delle schermaglie in pista: anche nel Gran Premio di Ungheria che si è corso a fine luglio Verstappen con una doppia manovra impedì al ferrarista un sorpasso; cova forse della brace sotto la cenere visto che nelle dichiarazioni del pilota della Red Bull nel post gara del Belgio viene confermato un certo astio con le Ferrari e persino una malcelata volontà di vendetta per l’incidente alla partenza: “[…]Certo, la mia partenza non è stata perfetta – sentenzia Max – ma in frenata mi sono affiancato a Kimi, ma la Ferrari ha continuato a spingermi verso l’interno. A un certo punto non avevo più spazio, poi è arrivato Sebastian che dall’esterno è venuto addosso a entrambi. Prima lui ha colpito Kimi e così Raikkonen è venuto addosso a me. Non avrebbero dovuto spingermi così tanto verso l’interno. Mi hanno distrutto la gara perché poi avevo sia l’anteriore che il fondo distrutto e così le gomme si sono degradate più in fretta del previsto”.

Il contatto tra Max Verstappen e le Ferrari alla partenza del GP del Belgio

Poi la bordata all’indirizzo dei piloti di Maranello: “Loro hanno distrutto la mia gara in partenza, quindi perché avrei dovuto avere riguardi?Non volevo lasciarli passare perché sono stati loro a distruggermi la gara. Poi certo, sarò stato aggressivo ma sono stato corretto. Infatti i commissari mica mi hanno penalizzato!“: qui il pilota della Red Bull si riferisce ad un’altra serie di manovre da cardiopalma, come quella del rettilineo di Kemmel in cui ha chiuso di colpo la strada a Raikkonen nel mentre quest’ultimo tentava di infilarlo (il tutto a più di 330 km/h).
Per la cronaca, Verstappen non ha subito alcuna penalizzazione per questa manovra (non sussisteva alcuna infrazione regolamentare), cosa che ha scatenato ulteriori polemiche e alzate di sopracciglia da parte degli addetti ai lavori, anche nei riguardi di un regolamento applicato in maniera schizofrenica, tra eccessi di penalizzazioni ed episodi ai limiti del lecito fatti passare in cavalleria. A tal proposito Vettel si è lamentato del fatto che “ci sono troppe regole; una coerenza assoluta è impossibile e ogni scenario è trattato in maniera diversa“.

Jacques Villeneuve contro Max Verstappen: “Non ha rispetto”

Sullo scarto che si crea tra la necessità di regolamentare le corse soprattutto per motivi di sicurezza e la volontà di preservare lo spettacolo per far sì che l’interesse verso il circus di F1, già abbastanza compromesso, non scemi, si potrebbe discutere per ore: ma torniamo a Max Verstappen, che da una parte ricorda l’atteggiamento in pista di un altro giovane di belle speranze come Jaime Alguersuari, che non temeva persino di morire in pista (ma che recentemente si è ritirato per dedicarsi al mestiere di dj e producer musicale) e dall’altra pare voglia ripercorrere il revival di quei piloti spericolati, istintivi e spettacolari come Jody  Scheckter o Gilles Villeneuve. Ed è proprio il figlio dell’indimenticabile pilota canadese, Jacques, a fustigare non solo il comportamento di Verstappen, ma della stessa FIA, lanciando accuse pesantissime ai microfoni di Motorsport.com: “Il problema è la FIA, perché sembra che abbia la loro protezione. Loro vogliono fare di Max una star”. Secondo il detentore del Mondiale F1 del 1997, il pilota olandese ha il vizio di commettere delle irregolarità in pista come è successo in Belgio e prima ancora in Germania, sempre su un rettilineo e ai danni questa volta di Nico Rosberg; a Verstappen, continua Villeneuve, manca quella dose di esperienza (ricordiamo che ha debuttato nella massima serie a 17 anni senza avere un curriculum nelle serie minori)  e di rispetto nei confronti dei colleghi che, uniti ad una certa dose di incoscienza tipica dell’età può generare delle conseguenze spiacevoli, come ha pure notato Toto Wolff (“Vent’anni fa qualcuno lo avrebbe spedito contro un albero“ scandisce il canadese).
Oggi però è difficile che qualcuno possa, secondo Villeneuve, impartire una lezione al giovane olandese, considerata una non meglio precisata “atmosfera politica” in seno alla FIA che, come ha insinuato, protegge Verstappen per questioni di sponsorship e forse per creare un personaggio che possa attirare ulteriori investimenti nel circus e pubblico.
Dichiarazioni pesantissime e forse un po’ complottiste: ma Max tira dritto davanti a queste insinuazioni e malizie varie, concentrandosi sulla prossima gara di Monza. “Non è che se altri piloti mi dicono di cambiare stile di guida devo cambiarlo – chiosa il pilota della Red Bull – Io devo attaccare, non ho motivo per cambiare nulla. Kimi dice che è stata una battaglia troppo intensa? Non penso proprio, stavo facendo la mia gara. Quando sei in macchina molto difficile vedere tutto. Tutti possiamo imparare da queste situazioni – conclude – Anche chi ha molta esperienza può imparare. Ma ora siamo focalizzati su Monza“.

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