Vettel convince, la strategia no. Serve un bagno d’umiltà a tutto l’ambiente Ferrari?

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

Vettel

Il Gp del Giappone non ha sortito per gli uomini in rosso l’effetto desiderato e tanto atteso. Ancora una volta la Ferrari è giù dal podio, nonostante la vettura sia stata all’altezza della situazione. Vettel ha perso il podio non per sua responsabilità, ma per una scelta di strategia errata. Il muretto della rossa continua a sbagliare. Si è rivelata errata sia la scelta delle gomme da usare in gara, sia la scelta dei momenti delle soste. Purtroppo per la Ferrari non è la prima volta che succede di sbagliare la strategia, durante la stagione. Infatti, anche questa volta, il podio per Sebastian Vettel è sfumato per esser rientrato in ritardo ai box. Il tedesco ha giustificato questa scelta dicendo che era inutile copiare Verstappen, ma in questo modo si è fatto anche passare da Hamilton.
Vettel dopo il Gp di Giappone aveva dichiarato: “Mi sarebbe piaciuto il podio, eravamo in lotta per il secondo posto, ma poi abbiamo deciso di andare lunghi restando dentro e abbiamo perso tempo. Speravamo che le soft durassero di più, ma dobbiamo accettarlo, anche se parlando col muretto pareva la decisione giusta. L’abbiamo decisa insieme in auto, eravamo vicini a Max, gestivo le gomme, poi nel traffico ero attaccato, ma lui è entrato ai box e non aveva senso seguirlo in strategia, perché ci saremmo trovati con la stessa mescola fino alla fine, e quindi pareva sensato azzardare. Ma anche i doppiaggi non ci hanno aiutato rispetto a Lewis e forse il passo complessivo non ci avrebbe permesso comunque di salire sul podio”.
Nella sventura della rossa a far da contorno anche le pesanti dichiarazioni di Arrivabene sul possibile rinnovo di contratto di Vettel: “Il rinnovo del contratto di Vettel? Deve meritarselo come chiunque altro. Quello che aveva funzionato con Schumacher non necessariamente potrebbe funzionare con Sebastian. Vettel oggi ha un contratto con noi. Abbiamo del lavoro da fare quest’anno e anche il prossimo. Poi durante la stagione si vedrà. Ognuno di noi ha degli obiettivi, li ho io, li ha la squadra, li ha Sebastian, li abbiamo tutti. Per cui è giusto che chiunque, indipendentemente da chi sia, si guadagni il suo posto e il suo stipendio.”
La soluzione alla crisi della Ferrari forse c’è e la si può trovare nell’umiltà che tutto lo staff rosso dovrebbe avere e nella continuità che non esiste più dai tempi di Todt.
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