McLaren: “divorzio” dallo storico manager Ron Dennis

Pubblicato il autore: Morgana Corti
Ron Dennis

Ron Dennis

35 anni. Sono questi gli anni per cui Ron Dennis ha lavorato come capo e a.d. per la McLaren.
Secondo quanto riferisce la BBC, televisione inglese, gli altri azionisti vogliono che il manager 69enne rinunci alla carica di presidente e amministratore delegato del gruppo McLaren.
È molto probabile che ormai la scelta sia stata fatta e nonostante l’appello all’Alta Corte, Dennis non è riuscito ad evitare il “riposo”.
Ma chi è Ron Dennis e cosa ha fatto?
Egli detiene il 25% della McLaren Group, ha
il 50% del fondo di investimento Mumtalakat del Bahrain e il restante 25% è detenuto da Mansour Ojjeh, ex partner commerciale di Dennis, ma ora schierato con chi vuole rimuoverlo. Ron Dennis è entrato a far parte della McLaren nel 1980, prendendone il pieno controllo nel 1981: sotto la sua gestione il team ha vinto 10 titoli piloti con Niki Lauda, Alain Prost, Ayrton Senna, Mika Hakkinen e Lewis Hamilton e 7 mondiali costruttori. Tuttavia la squadra è scivolata dal vertice e la decisione della partnership con il motorista Honda l’ha portata, nel 2015, alla peggiore stagione della sua storia.
Ma chi può essere il successore?
L’americano Zak Brown, una figura che ha un grande ruolo commerciale in F.1, rimane il più probabile candidato a sostituirlo anche se il suo nome è stato anche associato ai nuovi acquirenti della F.1 di Liberty Media. La partenza di Dennis solleva domande anche sul futuro di Jost Capito, l’ex boss della Volkswagen Motorsport, entrato in McLaren a gennaio e fortemente legato a Ron.

Ieri pomeriggio, il manager ha rassegnato le dimissioni dalle cariche di presidente e CEO del McLaren Technology Group, confermando le voci che giravano ormai da tempo.
Queste le sue parole:“Sono deluso dal fatto che i rappresentanti di Tag (il businessman Mansour Ojjeh) e Mumtalakat (il fondo sovrano del Bahrain), ossia gli altri azionisti principali della McLaren, mi abbiano costretto con questa decisione al gardening leaving, nonostante i forti avvertimenti da parte del resto del team di gestione sulle potenziali conseguenze delle loro azioni sul business.
I motivi che hanno indicato sono del tutto pretestuosi. Il mio stile di gestione è lo stesso che è sempre stato e che ha permesso alla McLaren di diventare un gruppo automobilistico e tecnologico che ha vinto 20 campionati di Formula 1 ed è cresciuto fino a 850 milioni di sterline di fatturato annuo“.
Il manager inglese ha poi aggiunto: “Alla fine, è diventato chiaro per me attraverso questo processo che né TAG né Mumtakalat condividono la mia visione per la McLaren e il suo vero potenziale di crescita. Ma la mia preoccupazione è per l’azienda che ho costruito e per i suoi 3.500 dipendenti. Continuerò a usare la mia significativa partecipazione in entrambe le società e il mio posto in entrambi i consigli d’amministrazione per proteggere gli interessi e il valore della McLaren e contribuire a plasmare il suo futuro“.

Nonostante le dimissioni, Dennis non si ferma e parla dei suoi progetti futuri:”Intendo lanciare un nuovo fondo di investimento tecnologico, una volta che i miei impegni contrattuali con la McLaren saranno scaduti. Questo capitalizzerà la mia esperienza e le mie risorse finanziarie assieme a degli investimenti esterni per perseguire le tante opportunità commerciali che mi sono state offerte negli ultimi anni, ma che non sono riuscito a cogliere essendo così impegnato“.

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