F1, GP Australia, Sebastian Vettel al team radio: “Non per voi, ma per noi”

Pubblicato il autore: Alessio Prastano Segui
La vittoria di un gruppo unito e la conferma Sebastian Vettel: "Non per voi, ma per noi"

La vittoria di un gruppo unito e la conferma Sebastian Vettel: “Non per voi, ma per noi”

La vittoria sua, loro: “Questa non è per voi, è per noi“. Sebastian Vettel ha voluto sottolinearlo forte nel team radio con la squadra, subito dopo aver passato la bandiera a scacchi. La Ferrari trionfa nel GP D’Australia a Melbourne, un successo che mancava dal 2007, 10 anni fa, l’ultima volta in cui un ferrarista – Kimi Raikkonen – ha vinto il mondiale.

Insieme a Gina – questo è il nome dato da Vettel alla sua rossa – il tedesco dal cuore tenero vola, batte sull’undercut Hamilton e vince. Un primo posto che non si vedeva da Singapore 2015, che fa alzare le spalle e battere i pugni a Toto Wolff, sorpreso dalla tenacia dei team di Maranello. E’ proprio in fabbrica che gli uomini in rosso hanno voluto dare una scossa definitiva, tentando di sbaragliare il dominio triennale delle frecce d’argento, e riprendersi una volta per tutte quel titolo che manca da tanto, troppo tempo.

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Lo scorso anno, Sebastian Vettel ha affrontato una stagione difficile e pesante, con sfortune e malumori interni, tanto che le voci maligne dubitavano della sua permanenza in Ferrari.
Invece il tedesco si è intestardito, ha dato le giuste indicazioni al team, tanto da ottenere una macchina fatta a sua immagine e somiglianza, veloce, affidabile e ben aderente all’asfalto, proprio come era la Red Bull dei suoi quattro titoli mondiali.
In Ferrari, come in tutti gli sport d’Italia quando si è in difficoltà, è il gruppo che conta, lo spirito di unità a far la differenza. A Maranello lo sanno, sin dall’arrivo di Maurizio Arrivabene nella scorsa stagione: il team principal della scuderia ha dato delle regole ben chiare, ottenendo finalmente i risultati dopo una prima stagione complicata e sfortuna. Si vince e si perde insieme e gli uomini in rosso lo hanno dimostrato cantando l’inno di Mameli, tutti uniti, sventolando le bandiere del cavallino con gli occhi che luccicavano per l’emozione.

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L’euforia è tanta, quasi incontenibile, ma subito dopo aver esultato, Vettel, con un italiano che rasenta la perfezione, ha invitato tutti: “adesso calma“, quasi come se la sua indole fredda e tedesca avesse ripreso il controllo del corpo.
In effetti, la stagione è ancora lunga e gli sviluppi porteranno notevoli miglioramenti alle auto, rendendole più veloci di circa due secondi al giro. Solo chi avrà l’astuzia di evolversi maggiormente arriverà ad Abu Dhabi con il mondiale in tasca. Ci sarà da lottare, perché se è vero che i nove secondi di distacco dati alla Mercedes sono ben incoraggianti, è altresi veritiera la tesi secondo cui vince il team che saprà apportare nuove innovazioni alle proprie auto, ed in questo le frecce d’argento sono molto pericolose.

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E’ bene però godersi ancora per qualche ora la gioia di vedere Sebastian Vettel sul gradino più alto del podio: una felicità indescrivibile, specie dopo quel saltello che ha ricordato colui che sta ancora lottando tra la vita e la morte, ma che tra la fine di un secolo e l’inizio di un altro ha reso orgogliosi i milioni di italiani ed amanti della Ferrari.
Sebastian Vettel non vorrà di certo essere un doppione di quel mostro sacro, ma vuole assolutamente vincere con il gruppo in rosso, regalando nuovi trionfi “non per voi, ma per noi“.

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