F1 GP USA, quando nel 2005 partirono solo 6 vetture

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

F1 di nuovo in pista questo weekend con il GP di Austin. Dopo il terribile trittico asiatico, le speranze iridate di Vettel sono ridotte al lumicino. Il pilota tedesco della Ferrari però non vuole smettere di lottare e promette battaglia.

Oggi vogliamo ricordare un GP corso negli Stati Uniti che si portò dietro una striscia infinita di polemiche e che molti appassionati ricorderanno con poco piacere. Dal 2000 fino al 2007 il tracciato designato ad ospitare la gara a stelle e strisce è stato Indianapolis, poi dal 2008 al 2011, il calendario  della F1 non prevedeva una prova negli Usa, per poi tornare dal 2012 ad oggi in Texas, ad Austin che da questa sera italiana vedrà le prime prove libere.

Il GP che oggi riportiamo all’attenzione dei lettori è quello del 2005, corso per l’appunto ad Indianapolis. Perché questa gara è entrata, suo malgrado, nella storia? Fu la prima e unica vittoria di Schumacher e della Ferrari nel 2005, fu il primo podio in carriera e inoltre di un pilota portoghese nella storia della F1; infatti Tiago Monteiro su Jordan arrivò terzo dietro all’altro ferrarista Barrichello. Ma soprattutto perché al via, tra lo sgomento generale, partirono soltanto sei vetture: le due Ferrari, le due Jordan e le due Minardi. Un duro colpo per la Fia, e per i 20000 tifosi sugli spalti che avevano pagato profumatamente un biglietto per assistere ad una gara privata di più della metà dei suoi protagonisti. Il motivo? La sicurezza. Nel 2005 in F1 c’era ancora la doppia mescola, Bridgestone e Michelin rifornivano tutti i team, ma la casa francese non riuscì ad assicurare le giuste condizioni dei propri pneumatici per quanto riguarda la ripetuta percorrenza della curva 13, unica nel mondiale, va percorsa ad alta velocità e in sopraelevata, come negli ovali delle Indycar. I primi problemi già al venerdì, quando Ralph Schumacher su Toyota andò a muro dopo la curva 13, ma non a causa di un suo errore, ma perché la ruota posteriore sinistra presentava il flat, o spiattellamento, ma senza che il pilota avesse bloccato. Al sabato pole di Trulli su Toyota, davanti alla McLaren di Raikkonen, mentre il leader del mondiale e poi campione del mondo Alonso è solo sesto tre le due Ferrari. Prima della gara frenetiche trattative tra Fia e Michelin per garantire una gara normale, si propone anche di aggiungere una chicane al posto della curva 13, scuderie d’accordo, la Ferrari si oppone. Il giorno della gara sembra tutto normale, tutte le vetture sono pronte al via, ma al termine del giro di ricognizione 14 auto rientrano ai box, partiranno solo in sei. Dagli spalti fischi di disapprovazione e poi cala il silenzio, si sentono solo i motori delle sei auto in pista. Schumacher parte davanti e tiene a bada Barrichello, che al via tenta timidamente il sorpasso all’esterno, invece dopo il secondo pit stop tira fuori gli artigli, ma è costretto dal tedesco ad andare largo sull’erba e accontentarsi della seconda piazza. Poi con un giro di ritardo le due Jordan e con due giri di ritardo le due Minardi. Si chiuse così uno “dei Gran Premi più strani di sempre” con la “partenza più strana di sempre”. È la vittoria meno bella di Schumacher in F1?

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