Sospensioni Verstappen: i sospetti del paddock nascondono altro

Pubblicato il autore: Davide Casati Segui
Max Verstappen

Max Verstappen festeggia la vittoria al Gran Premio del Messico di Formula 1 (foto Red Bull Content Pool/Getty Images)

Aleggia nel paddock messicano la voce che Red Bull abbia rispolverato per Max Verstappen la sospensione idraulica vietata a inizio campionato dalla FIA. La verità? Il pilota olandese inizia seriamente ad impaurire gli altri team di Formula 1. La scuderia austriaca sta puntando tutto su di lui, tirandogli la volata per il campionato 2018 (con buona pace di Ricciardo che comincia a guardarsi intorno).

La corsa di Verstappen al Gran Premio messicano ha lasciato molti di stucco. A decidere l’ordine d’arrivo è stata la prima curva dopo lo start della gara. Il giovane pilota della Red Bull è scattato irruento verso Sebastian Vettel che partiva in pole position e ha guadagnato la testa del gruppo, lasciando scompiglio dietro di sé. Il viaggio di Verstappen verso la bandiera a scacchi è poi stato in solitaria con un distacco di oltre 19 secondi dalla Mercedes di Bottas che lo inseguiva.

Un risultato impensabile fino a qualche mese fa che ha instillato negli addetti ai lavori il dubbio che Red Bull abbia giocato sporco. Il contendere è una sospensione ideata a inizio 2017 dagli ingegneri di Milton Keynes che avrebbe permesso alle monoposto di adattare l’assetto della vettura a seconda della velocità del tratto di pista. Sui rettilinei, il posteriore sarebbe stato abbassato a filo dell’asfalto diminuendo la resistenza al vento della macchina e di conseguenza aumentando la velocità.

L’idea era stata bocciata dall’allora responsabile tecnico FIA Marcin Budkowski che aveva riempito alcuni buchi normativi del regolamento, vietandone di fatto l’uso. Il polacco si è però dimesso dalla Federazione a fine settembre, accettando un’offerta di lavoro in Renault. L’area tecnica è quindi stata riassegnata a Charlie Whiting, deputato ora a vigilare sul rispetto del regolamento. «Quando il gatto non c’è, i topi ballano», sostengono le malelingue del Circus, gettando ombra sulle considerevoli prestazioni di Red Bull nelle ultime gare. Forse a Verstappen è stata montata una sospensione simile a quella vietata a inizio anno?

La realtà però è sotto la luce del sole. Red Bull sta investendo tutto sul suo giovane pilota, a partire da un nuovo studio di set up della vettura. È il compagno di squadra Daniel Ricciardo a confermarlo al termine del Gran Premio della Malesia: «Max ha provato un nuovo piccolo set up, una nuova filosofia sulle sospensioni». La strategia sta dando i suoi frutti e il confronto è impietoso rispetto alle prestazioni dell’australiano che in America e in Messico è costretto al ritiro per problemi al motore.

Proprio dopo la gara di domenica, Ricciardo ha spiegato seccato: «Sembra stia succedendo qualcosa ai motori. Siamo venuti in Messico per due anni di seguito quindi non avrebbero dovuto esserci sorprese. Per qualcuno di noi però è stato un buon weekend. È una vergogna essere usciti dalla gara così presto. Non so perché continuo a sorridere, sto male dentro ma cosa ci posso fare? Non posso certo cambiare la situazione».

Sembra quasi un altro team ad aver settato la vettura di Verstappen: «Ero sicuro che la macchina si sarebbe comportata bene oggi – spiega Max – considerato il passo lungo del weekend. Una volta ottenuto l’equilibrio giusto per la monoposto, è stato facile fare i giri veloci e sostenere la corsa. Se continuiamo a lavorare così bene e facciamo una partenza migliore il prossimo anno, potremo ottenere grandi cose». Pare evidente che gli ingegneri dei due piloti lavorino su strade divergenti. L’obiettivo prefissato alla squadra dell’olandese è di portarlo al titolo.

Visti i risultati ottenuti da Red Bull in così poco tempo, Ferrari e Mercedes potrebbero quindi dover fare i conti con un nuovo contendente nel 2018. Per il momento, Ricciardo sta a guardare. La sua bravura è indiscussa e sarebbe uno spreco relegarlo a spalla di un nuovo talento. L’aspirazione di Daniel, nemmeno troppo velata, è di trovare presto casa in un nuovo top team (ma non prima del 2019). D’altronde anche il neo iridato Lewis Hamilton ha nel mirino solo Verstappen: «Max è un potenziale campione del mondo. Con l’età diventerà sempre più forte perché ha del talento ancora grezzo. Ha ancora parecchio da fare ma queste vittorie vanno ad aggiungere molto al suo potenziale. Non vedo l’ora di scontrarmi con lui in pista». A sospensioni pari, ça va sans dire.

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