Motogp, Marquez: “Il dito non è una scusa per il secondo posto, Jorge era più forte”

Pubblicato il autore: L@Je58 Segui

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Dopo un secondo posto che date le condizioni in cui correva, vale una vittoria, Marc Marquez ha ammesso onestamente che oggi “era il giorno di Jorge”.
“Ho cercato di vincere ma quando ero dietro a Jorge e ho visto come guidava mi sono detto: “Ok oggi è il suo giorno, il mio posto è il secondo”. Sono contento perchè dopo il giro 6/7, il mio dito stava bene ma stavo usando di più il braccio destro e ho cominciato a sentire un dolore. Sapevo che dovevo gestire questo, perchè poi avrei fatto più fatica alla fine. Poi ho visto che Valentino mi stava raggiungendo e ho pensato “ok, sarà come l’Argentina”. Mentre stavo spingendo ho visto che lui faticava a chiudere il gap e alla fine sono riuscito ad arrivare secondo. Sono davvero molto contento di questo secondo posto e dei 20 punti“.
Marc ha aggiunto di aver avvertito un fastidio al dito per tutta la gara e per questo motivo, preferisce non prendere parte ai test previsti per domani, onde evitare ulteriori infortuni.
“È solo il mignolo ma in frenata e in accelerazione mi dava molto fastidio. Nonostante questo però Jorge era davvero veloce oggi. Non farò i test. Honda ha alcune cose da provare per risolvere alcuni problemi che abbiamo ma preferisco recuperare per Le Mans perchè un’altra caduta o qualcosa al dito potrebbe solo peggiorare la situazione. Sicuramente la potenza alla mano sinistra era minore per questo ho usato di più il braccio destro. Forse senza questo problema avremmo potuto essere più veloce ma ok, il dito non è una scusa per oggi, Jorge era più forte di noi“.
Sul suo rapporto con Rossi, che era stato messo in discussione dopo il contatto con l’Argentina, Marc ha detto che non è cambiato nulla e che non è un problema se dovrà lottare con due Yamaha per il campionato.
Come abbiamo già detto giovedì, non è cambiato nulla. In pista è una cosa, dopo la gara poi siamo come sempre. E anche se loro (Rossi e Lorenzo) sono nello stesso team, ma ognuno lavora per conto suo e cercano di dare il massimo. Per Honda sicuramente è un problema che da tre gare ricevono informazioni solo da un pilota, ma spero che per le prossime gare Dani ci sarà. Sappiamo che dobbiamo migliorare ed essere più forti nei circuiti come questo, con le curve veloci. In Qatar e qui è dove abbiamo fatto più fatica”.
Marquez ha poi dichiarato che è difficile stabilire se la Honda richiede un maggiore sforzo fisico rispetto alle altre moto. “Non so perchè non ho mai provato le altre moto ma sicuramente la Honda richiede uno sforzo pesante. Dall’altro lato quando lavora bene, sei un passo in avanti rispetto agli altri, mentre quando abbiamo dei problemi, sembrano più grossi perchè la moto si muove per tutto il tempo. Quando sei infortunato poi è più difficile. Qui per esempio alla fine dove faticavo di più era nei rettilinei, di più rispetto alle curve. Perchè cercavo di evitare gli impennamenti e facevo parecchia fatica. Ma ok negli altri circuiti questo potenziale sarà molto importante”.
Riguardo alla questione Stoner-Honda, Marquez ha detto la sua: “Alla fine Hiroshi è un buon pilota e sta facendo un buon lavoro. Gira anche su dei tempi veloci, per provare delle cose. Alla fine io so dove abbiamo bisogno di migliorare nella parte del mio box. Per esempio Dani usa un setting completamente diverso dal mio. Io penso solo al mio team“. 

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