Redding Ducati, è la mossa giusta? Il pilota: “Sono fiducioso”

Pubblicato il autore: Jessica C Segui

M_12509259_10153981348693304_8716390277193759499_nTra le tante novità del 2016 nel mondiale MotoGP, ci sarà anche il binomio Redding Ducati a incuriosire molti appassionati. Il pilota inglese è reduce da una stagione poco brillante nel team Marc VDS e gli sono serviti pochi giorni di test per ritrovare il feeling giusto e soprattutto il morale in sella alla Ducati Pramac.
Fatta eccezione per il podio nella gara di Misano e di un sesto posto a Silverstone nel gran premio di casa, Scott ha sempre faticato per stare nella top 10 ed ha concluso nella classifica mondiale piloti al 13esimo posto. Quando gli si è presentata l’ occasione di andare in Ducati non c’ha pensato due volte ed ha accettato la sfida. Nei primi test di Jerez a fine mondiale si è piazzato davanti a tutti.

Ecco quali sono le prime sensazioni di Scott Redding, intervistato da Crash.net:
Ho più felling, sono più fiducioso e posso capire che cosa può accadere. Devo solo trovare più fluidità e ritmo. L’anno scorso non è mai successo, cercavo sempre di andare in una direzione senza mai raggiungerla. Mi piace la posizione sulla moto, l’adattamento è molto buono così come il potenziale. Credo sia il meglio per me, adoro come lavora il team, sono calmi ma molto produttivi e non ti mettono pressione. Le Michelin si adattano molto bene e per quanto riguarda l’elettronica non ho trovato particolari differenze rispetto a quella di prima perciò mi sento a mio agio”.
Scott Redding è un gigante buono: 1.85 metri d’altezza per 78 kg. Questo è stato un problema non indifferente quando ha lottato con gli avversari più piccoli nelle classi inferiori. Il pilota, nonostante ora ci siano circa 240 cv di differenza, sta ancora cercando delle soluzioni per compensare il suo carico.
“E’ un pò più diverso sulle linee, molti piloti vanno in curva prima e alzano la moto ma io sono più pesante perciò ho bisogno di più velocità in curva anche con questi cavalli”.

Anche il suo compagno di squadra, Danilo Petrucci è nella stessa situazione e per questo motivo, se un certo tipo di setting va bene per un pilota, senza dubbio andrà bene anche per l’altro.
“Aiuta, in particolare se stiamo cercando qualcosa e possiamo confermarlo. E’ più facile se hai due piloti simili, mentre quando ero in squadra con Mika Kallio eravamo l’opposto”.

Visto che il feeling è buono sia con la moto che con la squadra, quali sono gli obiettivi per il 2016?
Sarei contento di stare nella top 6. Cercare di lottare per qualche podio sarebbe bello e penso che abbiamo l’opportunità di farlo. Perciò dobbiamo impegnarci, restare concentrati fare funzionare tutto”.

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