Moto GP 2016: analisi del dopo-Qatar

Pubblicato il autore: fabrizio gentile Segui

MotoGP-Test-Qatar-Honda
Il Gran Premio Moto GP di Qatar è arrivato ed è passato. La prima tappa della stagione 2016, quella della “rivincita” Rossi-Lorenzo, con il terso “incomodo” Mark Marquez: quali sono i valori in campo? Analizziamo insieme i protagonisti del GP del deserto, cercando di capire se i valori espressi saranno quelli che si vedranno per tutta la stagione.

Punto 1: la Yamaha è estremamente più competitiva della Honda

Questa è la prima cosa che è emersa dalla gara inaugurale qatariota. La Yamaha “spinge” decisamente di più, è più stabile nella percorrenza delle curve. Lorenzo -e anche Rossi- aveva in pista una stabilità che non si è riscontrata in nessuno dei suoi avversari. Forse il merito è stato della gomma hard al posteriore, che si è usurata sicuramente in maniera minore degli pneumatici più morbidi scelti dalla concorrenza: sta di fatto che la Yamaha sembra andare decisamente meglio della Honda. Il motore HRC -pur più performante- non riesce a scaricare a terra tutti i cavalli, e anche in rettilineo la moto stenta. E’ ai livelli di Yamaha, che ha diversi cavalli in meno, e decisamente fuori competizione rispetto a Ducati.

Punto 2: Lorenzo è l’uomo da battere

Se serviva una conferma, eccola qui. Jorge Lorenzo è il favorito numero uno per la conquista del titolo iridato. La vittoria -fra mille polemiche- dello scorso anno non è servita per placare la sua fame: Jorge vuole dimostrare che è l’uomo più forte, e vuole dimostrarlo in pista, non sui giornali. La gara del Qatar è stata esplicativa: quando va, non ce n’è per nessuno. E Jorge è il favorito numero uno per il mondiale, complice anche una Yamaha eccezionale.

Punto 3: Marquez “spuntato”

Mark Marquez, nonostante il terzo posto finale, è parso lontano anni luce dalla migliore condizione. I mille sorpassi a cui ci ha abituato lo spagnolo, anche ai limiti dell’impossibile -le numerose cadute dello scorso anno lo hanno dimostrato- sono evaporati: solo un paio di sorpassi degni di nota, a Rossi e a Dovizioso, e nulla di più: pare che lo spagnolo abbia scelto una guida “conservativa”, visto il poco feeling con Honda in questo weekend del Qatar. Marquez ha evitato di ripercorrere gli stessi errori della stagione passata, che lo hanno eliminato di fatto dalla corsa iridata già nelle prime 4-5 gare: ha quindi corso in modo più “pulito”, senza troppi rischi. In attesa di tempi e -soprattutto- di piste più adatte alla HRC.

Punto 4: Rossi, dove sei?

Dopo il secondo posto del mondiale dello scorso anno -e, diciamolo pure, della “furbata” clamorosa degli spagnoli che hanno messo in scena l’inglorioso e vergognoso spettacolo delle ultime gare– il Dottore pare aver perso lo smalto. La Yamaha correva che era una meraviglia, eppure Rossi non è riuscito mai ad impensierire i primi tre della gara. La sua è stata una gara ad elastico: tempi eccezionali intervallati da giri “no”, che gli facevano perdere il contatto da Marquez. Il feeling con la Yamaha sembra intatto -almeno a tratti- e allora la domanda sorge spontanea: cosa c’era che non andava in Qatar, dove lo scorso anno ha vinto davanti a tutti? Forse è il caso di lasciare da parte le polemiche -per quanto, lo ripetiamo, decisamente giustificate- e di concentrarsi più sul weekend di gara.

Punto 5: Ducati è tornata

Vi ricordate i bei tempi in cui Stoner sverniciava il Dottore al primo accenno di rettilineo? Ricordate la gara di Laguna Seca, in cui sul dritto non c’era storia, e solo con sorpassi eccezionali Rossi è riuscito a battere l’australiano? Ecco, Ducati è tornata. La moto, ciclisticamente parlando, ha ancora bisogno di messa a punto, considerando che nei tratti di curve veloci e rapide Dovizioso perdeva molto terreno da Lorenzo e da Marquez: ma il motore è davvero eccezionale. Applauso davvero a Ducati, che ha stupito ancora. E straordinaria la gara di Dovizioso, che ha conquistato un secondo posto stratosferico, fra i marziani dello scorso anno. Peccato davvero per l’errore di Iannone, che per evitare il contatto con il pilota che lo precedeva è stato costretto ad andare sullo sporco in curva, scivolando malamente: altrimenti -siamo sicuri- lo spettacolo sarebbe stato ancora più bello.

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