MotoGP, la rivincita di Jack Miller: “Ho zittito coloro che mi davano dell’idiota”

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

jack miller
Il Gran Premio d’Olanda andato in scena domenica scorsa ad Assen ha già conquistato il titolo di gara più pazza dell’anno. In ottica campionato a sorridere è stato certamente Marc Marquez il quale ha chiuso al secondo posto e, grazie alla caduta di Valentino Rossi e a un Jorge Lorenzo in grossa difficoltà (soltanto 10° al traguardo), può ora tentare una mini fuga verso il suo terzo titolo mondiale. Il “Cabroncito” si ritrova al momento con 24 punti di vantaggio su Jorge e 42 su Valentino.

Ma al di là dell’allungo in classifica del catalano, il vero eroe di giornata è stato l’australiano Jack Miller. Ad Assen la pioggia è una regola e anche stavolta ha rimescolato le carte dando una grande chance a molti. In tanti si sono messi in luce, tra cui Hernandez, Redding, Petrucci, ma alla fine a trionfare è stato Miller: partito dalla 19esima piazza, il pilota del team Marc VDS è stato bravissimo nella mini gara di 12 giri dopo la bandiera rossa a portare a casa il primo successo nella classe regina. Certo, molto probabilmente con un Marquez meno fissato sul Mondiale la gara sarebbe finita diversamente, ma ad ogni modo Marc ha fatto bene a non correre rischi inutili visti i problemi dei suoi principali avversari. Il pilota della Honda ormai è diventato un calcolatore e si è fatto superare nel finale quasi senza combattere da Miller, il quale comunque non ha rubato nulla e, anzi, ha meritato il successo.

Chi è Jack Miller?

La domanda evidentemente sorge spontanea, ma andiamo con ordine e proviamo a conoscerlo meglio.
Jack Miller nasce a Townsville (Queensland) 21 anni fa e inizia la sua carriera nel Motocross ottenendo i primi successi nazionali fin da subito. Nel 2003 si laurea campione australiano di Dirt Bike 55cc per poi ripetersi per altre tre volte sia nel Dirt Bike che nel Motocross. Nel 2009 passa alle corse su strada partecipando alla classe 125 dei campionati australiani ASBK e MRRDA, vincendo il titolo in quest’ultimo.

Un anno dopo arriva il grande salto: lascia la sua terra per trasferirsi assieme alla famiglia in Europa e investe tutto sulla propria carriera. Esordisce prima nel CEV spagnolo, poi nell’IDM tedesco vincendolo l’anno successivo. Le ottime prestazioni in terra tedesca non passano inosservate e da lì a breve gli si spalancano le porte del  motomondiale. Il debutto arriva nel 2011 grazie a una wild card nel GP di Germania nella classe 125 in sella all’Aprilia, per poi concludere l’anno sempre a bordo della moto della casa di Noale.

Nel 2012 passa alla Honda, ma la sua prima vera stagione nel motomondiale si chiude nelle retrovie: ottiene un buon quarto posto in Germania ma tra cadute e infortuni conclude solamente 23° nella classifica generale. L’anno successivo va decisamente meglio e Jack termina l’annata in settima posizione.
Nel 2014 arriva la svolta: passa al team Red Bull KTM con cui vince la prima gara dell’anno in Qatar. Chiuderà la stagione con dieci podi di cui sei sul gradino più alto. Alla fine perderà il Mondiale per due soli punti dietro ad Alex Marquez.

Il salto tra i grandi

A fine 2014 la Honda HRC mette gli occhi sul giovane Jack portandolo sotto la sua ala protettiva: l’australiano firma un triennale e l’anno dopo debutta in MotoGP sulla Honda LCR di Lucio Cecchinello. Un doppio salto inaspettato ma intriso di difficoltà. Il non essere passato prima per la Moto2 si rivela un balzo troppo grande, con Jack che fatica tantissimo ad abituarsi alle nuove 1000. I risultati non arrivano e le critiche nei suoi confronti non tardano a piombargli addosso.
A fine stagione il team di Cecchinello, per motivi di budget, è costretto ad appiedarlo ma per sua fortuna la Honda gli trova puntualmente una nuova sistemazione accasandolo al team Marc VDS. L’inizio del 2016 non è dei migliori, ma il diluvio di Assen gli concede un’opportunità più unica che rara e Jack non se la lascia sfuggire.

Sul podio la gioia è stata incontenibile e nelle interviste del dopo gara non ha potuto non togliersi qualche sassolino dalla scarpa, dopo le tantissime critiche ricevute dopo l’approdo in MotoGP.
“Molte persone hanno messo in dubbio il mio valore criticandomi aspramente e affermando che il mio progetto non avrebbe mai funzionato. In molti hanno anche sostenuto che io non fossi in grado di guidare una MotoGP… invece ecco, non solo sono in grado di guidarla ma anche di vincere un GP.
Ora mi godo questa vittoria che dà un’enorme importanza a tutta la mia carriera. A questo proposito devo ringraziare la Honda: quando mi sono trovato al comando ho pensato solamente a stare calmo. E’ stato bellissimo mettere a tacere tutti coloro che mi davano dell’idiota.” 

Il futuro prossimo del giovane pilota australiano difficilmente subirà grandi scossoni. La qualità media nella classe regina è talmente alta che solo entrare in zona punti per Miller è alquanto complicato. Ma Jack ha però dimostrato di saper reggere la pressione, di avere le capacità di condurre una gara, di sfruttare le occasioni e, soprattutto, di poter vincere.

Insomma, questo 2016 ci sta dando grandi soddisfazioni: dalla favola del Leicester alle imprese dei “vichinghi” islandesi a Euro 2016 passando per il buon Jack Miller. Le imprese di Davide contro Golia hanno sempre un fascino particolare e raccontarle è sempre un piacere.

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