MotoGP, Sachsenring: le pagelle

Pubblicato il autore: Mirko Pellecchia Segui

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Gran Premio pazzo quello della Germania quanto,se non più, di quello olandese. Marquez compie un altro capolavoro escludendo quasi definitivamente dalla lotta Valentino Rossi e mettendo Jorge Lorenzo con le spalle al muro. Ducati raccoglie di nuove le briciole dopo aver sognato anche questa volta in grande anche se,per un terzo-quarto-quinto posto al Sachsenring, Gigi Dall’Igna ci avrebbe messo la firma alla vigilia.

MARC MARQUEZ 10 e lode: E’ il 2016 o il 2014? Marc non ne sbaglia una e tutto sembra davvero volgere dalla sua parte. Cade nel warm up,nei primi giri di gara va largo nella ghiaia a velocità elevata,rientra ai box per secondo (montando però le slick a differenza di Iannone) e va a vincere in solitaria con un vantaggio enorme. Quarantotto punti di vantaggio su Lorenzo, cinquantanove su Valentino. Sempre nei primi tre,esclusa la caduta e conseguente tredicesimo posto a Les Mans mentre era terzo. Se non è fatta per l’alloro poco ci manca.

JORGE LORENZO 3: Irriconoscibile,ancor di più rispetto ad Assen.  Non riesce mai a trovare la quadra cadendo ben tre volte,una novità assoluta e clamorosa per il Campione del mondo. In crisi totale di fiducia con l’anteriore,preferisce aspettare la tabella dei box piuttosto che prendersi ulteriori rischi ma ormai è tardi. Quando è in giornata è imbattibile ma quando non lo è a stento arriva al traguardo. Attenti però a darlo già per finito…

VALENTINO ROSSI 4: In due gare getta via quanto fatto di buono in precedenza. Dopo l’errore da novello in Olanda si riepete aspettando più del dovuto,non dando dunque ascolto ai box,per rientrare. E dire che gli era già capitata una situazione del genere a Misano dello scorso anno dove vinse,ironia della sorte,sempre Marquez. Arrivava al Sachsenring con l’obbligo di recuperare quanti più punti possibili e dunque,a rigor di logica,doveva essere lui ad osare e a cambiare la moto per primo. Ancora una volta,in queste condizioni,sbaglia incredibilmente tattica lasciando nel suo box le speranze di titolo.

ANDREA DOVIZIOSO 7: Bicchiere mezzo pieno in questo caso. Certo,nelle ultime due gare ha avuto la reale possibilità di riportare (finalmente) la Ducati sul gradin più alto del podio ma,proprio per questo,può essere giustificato il suo tardo rientro per il flag to flag (oltre ad una incomprensione con i box). Tuttavia però,una volta in pista,entra subito in ritmo riuscendo ad acciuffare il podio all’ultima curva ai danni di Redding. Su una pista da sempre ostica per la Ducati, il terzo posto è indice di come lo sviluppo proceda sempre a grandi passi. Manca sempre quell’ultimo gradino però…

CAL CRUTCHLOW 8: Non avendo nulla da perdere,decide di marcare a uomo chi lo precede (“sono più esperti di me”) e nonostante tutto la strategia paga. Appena cambiata moto saluta subito la compagnia trovando subito il giusto feeling e girando velocissimo. Podio meritatissimo per Cal che, weekend olandese a parte, sembra aver trovato la quadra dopo il Mugello. Epica poi la scena al parco chiuso dove chiama la moglie (incinta) al telefono per festegiare.

SCOTT REDDING 7:  Finalmente il ragazzo inglese sta cominciando a cogliere i primi frutti dopo le prime sfortunatissime gare. Arriva ad una curva dal replicare il podio ottenuto tre settimane fa ma le sue gomme intermedie sono giunte ormai alla frutta e DesmoDovi non ha problemi a superarlo. In netta ripresa.

ANDREA IANNONE 5,5 : “C’è chi porta avanti lo sviluppo e chi pensa a fare le sparate in prova”. Così ha sentenziato Dovizioso rivolgendosi, non troppo velatamente, al compagno. E ci verrebbe da dire che tutti i torni non ha. In difficoltà,rientra per primo ma le cose non cambiano. Porta a casa un’altra quinta posizione in condizioni bagnate che,di per se, non è male. Se pensasse prima parlare però…

DANI PEDROSA 6:  Già di per se avverso al team per la via che ha preso lo sviluppo della RC213V, perde le staffe ancor di più per via di un cambio moto ritardato causa moto non pronta. Alla fine in qualche modo raddrizza il weekend,su una pista storicamente a lui favorevole,chiudendo in sesta piazza seppur come terza Honda.

JACK MILLER 7-:  E’ l’ultimo temerario a restare in pista con le rain e si arrende solo dopo essersi visto sverniciare da Marquez. Malgrado ciò,una volta rientrato si prende il lusso di battere all’ultimo giro Valentino Rossi e di chiudere,per la terza gara di fila,in top ten. Sbocciato?

HECTOR BARBERA 6 1/2: Con una GP 14.2,in scia a Marquez, porta a casa una seconda posizione in qualifica il sabato. La domenica sembra andare ancora meglio quando nei primi giri si prende il lusso di attaccare il Dottore e di stazionare nelle posizione da podio. Sfortunatamente per lui la musica,dopo il cambio moto,non è la stessa ma comunque porta a casa un nono posto che gli vale un’altra top ten e il ruolo ancora di miglior Ducati in campionato. Ancor più significativo è il confronto con lo scorso anno: con metà stagione ancora da correre ha già portato a casa il doppio dei punti. Meritrebbe di meglio…

ALVARO BAUTISTA 6 1/2:  Riesce,come sempre, a spremere fino in fondo la sua Aprilia. Fa sognare un pò tutti quando nel corso dei primi giri supera Marquez arrivando in top ten,posizione che riesce a tenere fino alla fine nonostante tutto. La strada da fare è ancora lunghissima ma,seppur a piccoli passettini, si procede in avanti.

MAVERICK VINALES 4: Stesso discorso di Lorenzo,con le dovute proporzioni. Sull’asciutto era serio candidato al podio. Sul bagnato è impalpabile peggio del weekend olandese.

DANILO PETRUCCI 6: Quanti rimpianti per Danilo. Nelle ultime due gare ha perso la reale occasione di poter portare a casa una prima clamorosa vittoria. L’avantreno alla prima curva lo tradisce mentre era in prima posizione e,una volta rialzatosi, la sua moto va a fuoco. Ocassioni del genere difficilmente capiteranno di nuovo. Davvero un peccato.

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