L’erede di Valentino Rossi

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

L’erede di Valentino Rossi

Valentino Rossi all’età di 37 anni dimostra ancora di essere il numero uno in sella alla sua moto. Nonostante l’età che avanza, la sua voglia di non arrendersi e continuare a gareggiare ha avuto sempre la meglio e ad ogni appuntamento col Gran Premio, The Doctor risponde sempre presente. Ma la domanda è chi sarà l’erede di Valentino Rossi? È proprio il dottore a fornirci la risposta esatta. Rossi ha sempre sostenuto che non vede nel suo futuro una carriera da team manager o in qualche altra categoria. Per trovare il suo nuovo erede ha aperto anche una scuola: la VR46 Riders Academy. L’obiettivo della scuola è quello di formare la nuova generazione di giovani talenti tricolori alla guida in pista nel Motomondiale, ma anche alla vita del campione. “Tutto è iniziato dal rapporto di amicizia che è nato con questi ragazzi, Vale ci ha chiesto di trasformarlo in qualcosa di più personale. Prima si era aperto solo con Marco Simoncelli, che per lui era come un fratello. Poi ha deciso di farlo anche a questi ragazzi” ha detto Alberto Tebaldi, braccio destro di Valentino Rossi. Di seguito il collaboratore di Valentino ha rivelato un inedito davvero commovente: “Valentino, in realtà, aveva già scelto il suo erede, tanto da immaginare di fatto l’embrione dell’Academy proprio per lui: Marco Simoncelli. E chissà cosa sarebbe potuto essere”.
Dopo la morte del Sic, Rossi ha deciso di non far morire questo progetto, ma di guardarsi cercando di trasmettere ai ragazzini ciò che Valentino ha insegnati in 20 di Mondiale a tutti gli appassionati di motociclismo. L’Academy ad oggi conta la partecipazione di molti ragazzi, tra cui suo fratello minore Luca Marini e Lorenzo Baldassarri che già militano in Moto2 con il team Forward, fino ai giovanissimi della Moto3, come Franco Morbidelli e Niccolò Antonelli. Forse, proprio tra di loro, si nasconde il Valentino Rossi del futuro.

Motoraduno dello Stelvio per non dimenticare Marco Simoncelli
Passano gli anni, i giorni, le ore e i minuti, ma non potrà mai passare, nel cuore degli appassionati di motociclismo, il ricordo di Marco Simoncelli. Sono passati quasi 5 anni da quel maledetto 23 ottobre del 2011 quando Marco Simoncelli perse la vita nel Gran Premio di Sepang di Moto GP e nessuno di noi ha mai smesso di ricordarlo anche attraverso l’organizzazione di alcuni eventi. Infatti, lo scorso giugno (18-19) è stato organizzato un motoraduno per ricordare il campione. L’evento è il Secondo Dainese Day a cui ha collaborato anche la “Fondazione Marco Simoncelli 58”. La Fondazione Marco Simoncelli 58, onlus creata dalla famiglia del pilota, è stata presentata una volta arrivati sul Passo dello Stelvio ad una quota di 2.760 metri. Tale attività è stata molto apprezzata dal padre di Marco, Paolo Simoncelli: “Ho bei ricordi dello Stelvio, è un posto bellissimo”. Non posso che ringraziarvi per la collaborazione”. Il giornalista Paolo Beltramo ha detto che si tratta “di un raduno per godere delle bellezze della zona” e ha poi sottolineato: “La Fondazione Marco Simoncelli 58 ha già raccolto più di due milioni di euro per diverse iniziative benefiche”. Sulle attività portate avanti dall’associazione, è intervenuto in maniera più profonda anche Paolo Simoncelli: “Stiamo costruendo un centro diurno per ragazzi disabili, siamo partiti dopo tre anni di burocrazia. È il fiore all’occhiello della Fondazione ed è situato a 2 km da Coriano, il paese dove è cresciuto Marco, e a 4 km da Riccione, su una bassa collina che guarda il mare. Il terreno, dove prima sorgeva una casa vacanze fatta realizzare da un sacerdote, è stata concesso in usufrutto dalla Curia per 99 anni”. L’opera rientra nei progetti che aveva già in mente Marco Simoncelli in vita. Il campione, infatti, andava spesso a trovare i ragazzi disabili della Comunità di Montetauro a Coriano. Proprio vicino al centro, la Fondazione ha deciso di costruire due appartamenti casa-famiglia per questi ragazzi.

 

 

 

 

 

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