MotoGP Brno: le Pagelle

Pubblicato il autore: Mirko Pellecchia Segui

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CAL CRUTCHLOW  10: Trentacinque anni dopo Barry Sheene, un pilota britannico torna sul gradino più alto del podio della massima cilindrata, tra l’altro alla vigilia del GP della Gran Bretagna. Che bello! E che bello che a riuscirci sia stato Crutchlow, persona straordinaria, lui, la sua Lucy e la sua Willow. Gli è capitata un’occasione e l’ha sfruttata al meglio, vincendo addirittura con facilità. Cade tanto, anche a Brno ha distrutto una RC213V in prova, ma guida bene ed è uno veloce. Baronetto.

VALENTINO ROSSI 9: Alla vigilia cercava la competitività perduta su una pista per lui magica, ma ostica negli ultimi anni. L’ha ritrovata alla grande, velocissimo sia sull’asciutto sia sul bagnato. Poi, sulla griglia di partenza, all’ultimo momento ha fatto la scelta giusta e in gara non si è depresso dopo un avvio molto difficile. Torna sul podio dopo tre GP che, in parte, hanno compromesso il campionato e si conferma molto competitivo, come peraltro lo è da vent’anni. Infinito.

MARC MARQUEZ 9: D’accordo, sbaglia la scelta della gomma (facile dirlo dopo…) me per tutto il resto dà una dimostrazione di forza pazzesca, dà la sensazione di avere sempre la situazione sotto controllo, di poter gestire come vuole ogni momento della gara (e delle qualifiche). Amministra e attacca sempre nel momento giusto, sa sempre quello che deve fare. E quel numero (da circo) fatto nelle libere ha dell’incredibile. (Quasi) perfetto.

LORIS BAZ 9: Si vede poco, ma il francese è un pilota valido. A Brno ha azzeccato la scelta delle gomme (anche lui aveva la dura anteriore e posteriore), poi ha sfruttato l’occasione favorevole, togliendosi anche la soddisfazione di infilare il compagno di squadra al penultimo giro. Concreto.

HECTOR BARBERA 8: In qualifica si attacca sempre a qualcuno per fare il tempo, ma, va anche detto, che per seguire Marquez, o Rossi, o chiunque altro gli capiti davanti bisogna essere capaci di farlo. E, onestamente, bisogna dire che alla domenica sta facendo meglio che in passato.

EUGENE LAVERTY 8: Il team Martinez pare intenzionato a confermare Hernandez (voto 5) per la prossima stagione invece dell’irlandese, che però fa più che discretamente il suo lavoro. Arriva in scia ai due piloti del team Avintia: forse non è velocissimo, ma è costante.

DANILO PETRUCCI 6: Da un paio di GP non riesce a trovare il bilanciamento della sua GP15 e fatica come un matto sull’asciutto. Con il bagnato, ci si aspettava di vederlo grande protagonista, invece ha finito lontano. E’ in un momento di calo, deve ritrovare la velocità mostrata fino al Sachsenring.

ANDREA IANNONE 6: Come dice Rossi «in queste situazione la differenza tra essere un eroe o un patacca è davvero sottilissima» e Andrea, come tanti, come quasi tutti, ha sbagliato la scelta delle gomme. A parte questo episodio, purtroppo determinante, il suo è stato un fine settimana da protagonista, velocissimo in ogni condizione. E che bravo a finire il GP con la gomma anteriore che perdeva pezzi da tutte le parti. Peccato, un’altra occasione persa.

MAVERICK VINALES 5: Sull’asciutto non era andato malissimo (ma in qualifica aveva sbagliato il giro), ma con il bagnato si perde. Ha il potenziale per diventare uno dei grandi della MotoGP, ma deve ancora crescere.

DANI PEDROSA 4: Non va più in nessuna circostanza, asciutto o bagnato, in nessuna pista, anche a Brno dove in passato volava. Dentro al box crea tensione, ce l’ha praticamente con tutti i componenti del suo team, ha già licenziato il capo tecnico, ma non si trova un sostituto che voglia lavorare con lui. Difficile trovare qualcosa di positivo.

POL ESPARGARO 4: Inesistente.

STEFAN BRADL 5: Unica nota positiva: vince il confronto con il compagno di squadra.

ALVARO BAUTISTA 5: Non ha girato su brutti tempi (ha ottenuto l’11esimo giro veloce in gara), ma gli è mancata costanza.

JORGE LORENZO 6: Sull’asciutto è tornato esplosivo come a inizio stagione, ma anche sul bagnato è tornato finalmente su buoni livelli: il terzo posto era alla sua portata. Poi, anche lui, ha dovuto fare i conti con la Michelin anteriore…

ANDREA DOVIZIOSO 5: E’ stato il primo a perdere pezzi di battistrada: non è solo sfortuna, ma anche questione di guida, come ha ammesso lui con la solita onestà. Al di là dell’episodio specifico, a Brno è sempre stato più lento del compagno di squadra.

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