MotoGP Silverstone: le Pagelle

Pubblicato il autore: Mirko Pellecchia Segui
Spain s Maverick Vinales of Suzuki Ecstar celebrates with trophy on the podium after winning the Moto GP race at the British Grand Prix at Silverstone  England  Sunday  Sept  4  2016   AP Photo Rui Vieira

Spain s Maverick Vinales of Suzuki Ecstar celebrates with trophy on the podium after winning the Moto GP race at the British Grand Prix at Silverstone England Sunday Sept 4 2016 AP Photo Rui Vieira

MAVERICK VINALES – 10 E’ arrivato a Silverstone convinto e determinato («qui si può vincere») ed è stato di parola. Ma un conto è dirlo, un altro è riuscirci: ha ottenuto la sua prima vittoria in MotoGP con grande classe e velocità, sfruttando al meglio una Suzuki sicuramente in crescita e competitiva. Ma lui ha fatto la differenza, guidando alla perfezione fin da venerdì mattina. La migliore risposta a chi, ingiustamente, cominciava a metterne in discussione il talento. La prima di tante? Predestinato.
CAL CRUTCHLOW – 9,5 Questo secondo posto ha ancora più valore del successo di Brno, ottenuto anche grazie a un indubbio vantaggio tecnico dato dalla scelta azzeccata delle gomme. A Silverstone è stato diverso: intanto era asciutto, e sappiamo che con le slick è molto più difficile battere quei campioni, e molti altri avevano scelto le sue stesse gomme. Sabato la pole, domenica una gran gara, ancora una volta prima Honda al traguardo, con anche una bella serie di sorpassi. Momento magico.
VALENTINO ROSSI – 7 Ancora sul podio dopo il periodo ‘no’ passato tra l’Olanda e l’Austria. Certo, la caduta di Iannone e il lungo di Marquez hanno aiutato ma lui, nel bene e nel male, c’è sempre. Anche in un weekend storto come questo…

MARC MARQUEZ – 7 Ha lasciato nel box il Marquez 2.0 del 2016 ed è tornato attaccante. Ha infiammato il pubblico con una serie di sorpassi duri quanto spettacolari (e regolari), ma è anche tornato a sbagliare, come quest’anno non aveva mai fatto in gara (caduta di Le Mans a parte). Due dritti in gara, uno voluto quando era alle spalle di Rossi (voluto nel senso: si è accorto che non ci sarebbe stato, ha raddrizzato la moto sapendo che c’era l’asfalto all’esterno), uno determinato da un errore che avrebbe potuto pagare caro. Alla fine, si salva sempre. Non può essere casuale.
DANI PEDROSA – 6 1/2 Il suo è stato un fine settimana tutto sommato positivo: per la prima volta quest’anno, è stato più veloce del compagno di squadra in qualifica e in gara è stato sempre lì davanti, a pochi decimi dal podio. Ma pur essendo in posizione privilegiata, non ha mai azzardato un sorpasso e nell’ultimo giro non ha opposto alcuna resistenza contro il compagno di squadra. Che differenza con Crutchlow che quando si è ritrovato Marquez alle spalle ha replicato a ogni suo tentativo…
ANDREA DOVIZIOSO – 6 1/2 Ripete dall’inizio dell’anno (anzi, da qualche anno), che la Ducati è veloce, ma richiede troppo sforzo nella guida. In pochi gli credono, ma a Silverstone lo ha confermato anche il compagno di squadra. Porta la Desmosedici al traguardo: non è granché, ma i fatti dicono che non si poteva fare troppo di più.

ANDREA IANNONE – 6 La sua generosità lo porta sempre a spingere, anche quando non ci sono le condizioni (tecniche). Però la sua velocità non è in discussione e qualche sorpasso è stato davvero da applausi.
ALEIX ESPARGARO – 6 1/2 Non ha fatto male, ma il confronto con il compagno di squadra lo condanna…
JORGE LORENZO – 5 Continua il suo momento disastroso. Dopo la esaltante vittoria al Mugello ha raccolto la miseria di 31 punti in sei gare. Non può essere un caso, al di là di ogni aspetto psicologico fuorviante…
DANILO PETRUCCI – 5Rivogliamo il vero Danilo, questo non è quello che conoscevamo. Poco incisivo, mai veloce, nemmeno sul bagnato.
ALVARO BAUTISTA – 7 Checché ne dica il suo Presidente, lui da sempre il massimo, portando quasi sempre al traguardo una moto che ha bisogno di fare chilometri. Uno così, che conosce questo progetto dalla nascita, sarebbe probabilmente stato utile anche per il futuro.
ALEX LOWES – 8 Al debutto su una MotoGP, dopo averla provata solo per una quindicina di giri a Brno, ha fatto vedere di avere talento e capacità: scommessa vinta.
STEFAN BRADL – 4 L’esatto contrario del suo compagno di squadra.

  •   
  •  
  •  
  •