MotoGp, Marquez ‘ragioniere’: “In Giappone penserò solo a racimolare punti”

Pubblicato il autore: antoniopilato Segui
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Weekend di estrema importanza per Marc Marquez, che a Motegi (Giappone) potrebbe diventare campione del mondo nella classe Motogp per la terza volta in carriera.
Infatti qualora al termine della gara riuscisse ad accumulare un vantaggio di 75 punti sugli inseguitori (solo così potrebbe mettersi a riparo da ulteriori attacchi nelle ultime tre sfide), si metterebbe in tasca il titolo e questo è possibile tramite una sola combinazione: vittoria di Marquez (non ha mai vinto sul tracciato giapponese), Lorenzo fuori dal podio e Valentino Rossi addirittura fuori dalla zona punti.
Il pilota spagnolo alla vigilia della tre giorni decisiva, ha mostrato molta calma, quella che serve in questi casi per raggiungere il tanto sospirato traguardo:”Per noi è un appuntamento importante poiché è la gara di casa della Honda dove ho tanti bei ricordi, come la conquista del titolo nel 2014. D’altra parte, Motegi è sempre stato un circuito un po’ difficile per me. Così, per esempio, mentre Aragona è una pista dove corro all’attacco, a Motegi punto a perdere meno punti possibile. Il Mondiale? Io vorrei risolvere tutto il prima possibile, al momento ho un buon vantaggio ma non importa dove si vince il titolo, conta vincerlo”.
Nelle prove libere di oggi, Lorenzo è arrivato davanti a tutti, mentre Marquez si è dovuto accontentare della quarta piazza e Rossi addirittura della settima.
Da segnalare il brutto incidente occorso a Dani Pedrosa. Lo spagnolo della Honda è stato sbalzato in aria dalla sua moto ed è ricaduto violentemente per terra riportando la frattura della clavicola destra. Nelle prossime ore il rientro in patria e il conseguente intervento chirurgico.
Dunque si preannuncia un gran premio ricco di spunti, con il talentino iberico pronto a chiudere i giochi e l’esperto dottore pronto a rovinargli la festa (come dichiarato da egli stesso qualche giorno fa). Dal canto suo il terzo incomodo Jorge nutre ancora qualche flebile speranza, pur consapevole che sarebbe necessario un vero e proprio miracolo sportivo.

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