MotoGP: le verità dopo Le Mans

Pubblicato il autore: Mara Pesenti Segui


MotoGP.
Il gran premio di Le Mans si è chiuso, da un lato, con le lacrime di Valentino Rossi chinato sulla sua M1, e dall’altro, con la gioia di Mavericks Vinales, trionfante per la vittoria, la terza in questa stagione. E’ stato un GP combattuto e sofferto, che ha visto la Yamaha tornare al successo su tutti i fronti. E la Yamaha c’è, alla faccia della crisi, si è fatta (ri)sentire. Infatti, durante la gara, i tre protagonisti sono stati Vinales e Rossi (con moto ufficiale) e Zarco (moto non ufficiale), nonostante l’epilogo infelice.
La verità che ci ha lascito questo GP di Francia è che il mondiale di motoGP di quest’anno è assolutamente in bilico tra più forze e la sensazione è quella che vedremo diversi piloti susseguirsi di volta in volta sul podio: un weekend è la Honda a dominare e la Yamaha a soccombere e quello successivo le parti sono invertite. Le variabili sono molteplici: le gomme, il grip, le moto e i piloti stessi. L’altra verità che ci ha lasciato è che anche i campioni sono umani, troppo umani: anche loro subiscono la pressione, diventano irrazionali, commettono errori.
Gli equilibri del mondiale di motoGP sono cambiati e i piloti se ne vanno da Le Mans con una forza e una consapevolezza diversa.

Capitolo Maverick Vinales.

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E’ il ragazzo di 20 anni che rappresenta il futuro della motoGP, anzi il presente. Chiamato da una squadra importante, ha dimostrato la sua forza fin da subito, vincendo. E pare proprio che i suoi successi non finiranno qui. Maverick lascia Le Mans più forte di prima in primo luogo perché ha portato a casa un’altra vittoria e ha ripreso la vetta del mondiale, in secondo luogo perché ha vinto in una lotta difficile con il campione compagno di squadra. E vincere con uno come Valentino Rossi, non solo sul piano fisico ma anche su quello psicologico, dà una carica in più, fa maturare in un pilota maggiore autostima. La sua gara è stata pressochè perfetta: ha saputo attaccare al momento giusto Zarco, ha saputo mantenere la vetta della corsa e soprattutto ha saputo tenere testa a Valentino Rossi, non lasciandosi sopraffare. Ha commesso solo un piccolo errore, un lungo, ma per sua fortuna ha trovato l’asfalto ed è tornato in pista senza problemi, rimanendo attaccato a Valentino e approfittando poi dell’errore dell’altro.

Capitolo Valentino Rossi.

Foto: Lorenzo Di Cola

E’ stata una gara esemplare, alla Valentino, eccetto l’ultimo giro. Sarebbe potuta finire in trionfo, consolidando la leadership mondiale e mandando un chiaro segnale a tutti gli avversari. E invece così non è stato. Tutto era al posto giusto, la moto, le gomme, l’assetto, l’asfalto, come mai prima d’ora in questa stagione. La partenza è stata ottima: il pesarese è riuscito a passare subito Marquez e accodarsi a Vinales e Zarco. E’ rimasto per più di metà gara dietro ai due avversari, anche dopo che Vinales aveva effettuato il suo sorpasso sul francese. Ad un certo punto sembrava addirittura non averne abbastanza e si è distaccato di mezzo secondo dai primi. Poi però ha iniziato a fare una serie di giri veloci che gli hanno permesso di riattaccarsi al duo di testa, ha effettuato un sorpasso incredibile su Zarco, dopodiché è riuscito ad agganciare anche Vinales e a passarlo a tre giri dal termine della corsa. Fin qui è stato tutto perfetto, una gara impeccabile alla Rossi, un po’ alla “tutti in piedi sul divano”. Peccato che durante l’ultimo giro, il nove volte campione del mondo abbia perso la sua caratteristica lucidità e maturità. Dopo un errore banale, un lungo, è stato sorpassato da Vinales e, nel tentativo di attaccarlo a tutti i costi per andarsi a prendersi questa agognata vittoria, è scivolato, concludendo nel più amaro dei modi una gara fino a lì perfetta. Era tutto o niente. Aveva bisogno di questa vittoria, non poteva accontentarsi, non era un’opzione. Ora si riparte da capo, a 23 punti dalla cima della classifica mondiale motoGP, l’importante è non soccombere psicologicamente e usare la testa. I mondiali si vincono anche così (Marquez docet).

Capitolo Honda.

Foto: Lorenzo Di Cola

Marquez, come Rossi, è stato protagonista di una caduta, certo molto meno clamorosa. Il cabroncito non è mai stato al massimo durante il weekend tanto che sabato aveva già commesso un paio di errori che gli erano costati due cadute. Anche lui quindi rimane fermo nella classifica generale e si vede sorpassare dal compagno di squadra Pedrosa. Dani addirittura ha concluso il Gp di Le Mans terzo, dopo essere partito tredicesimo. Bisogna dire che è stato anche aiutato dalla sorte, con le due cadute di Marquez e Valentino, fatto sta che è il risultato che conta. Ha guadagnato un altro podio ed è secondo nel mondiale a -17 punti da Maverick.

Foto: Lorenzo Di Cola

Capitolo Zarco.
Un’ultima menzione d’onore la merita Johann Zarco che, nel gran premio di casa, ha guadagnato il suo primo podio in motoGP, un meritato secondo posto. Anche senza la caduta di Rossi, sarebbe stato un successo per lui. Da poco passato alla motoGP, ha già mostrato la sua stoffa e la Yamaha ha tra le mani un altro grande talento.

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