Squalifiche DOPING, dal nuoto (Park) all’atletica (Montsho)

Pubblicato il autore: Andrea Danzi Segui

doping
NUOTO
Il 3 settembre 2014, il campione olimpico Tae-Hwan Park risultò positivo al test anti-doping condotto fuori competizione dalla FINA, in cui furono rilevate nel suo sangue tracce di Testosterone (Steroide Anabolizzante Androgenico Endogeno – Classe S.1.1.b).
Il Doping Panel della FINA ha reputato l’atleta coreano colpevole di frode sportiva e ha deciso di infliggergli un periodo di squalifica di diciotto mesi, a partire dal 3 settembre 2014. La squalifica terminerà il 2 marzo 2016, consentendo al coreano di partecipare alle Olimpiadi di Rio.
Inoltre, in virtù di questa decisione, tutti i risultati conseguiti dal nuotatore a partire dalla data del 3 settembre 2014 devono essere considerati nulli, le medaglie vinte restituite e i premi in denaro rimborsati.

ATLETICA
La quattrocentista campionessa del mondo Amantle Montsho risultò positiva alla metilexaneamina (stimolante “specifico” che possiede la stessa azione dell’efedrina) durante un test condotto subito dopo la finale dei 400 m ai Giochi del Commonwealth dello scorso anno a Glasgow.
Dopo aver esaminato ben due campioni prelevati, risultati entrambi positivi, la commissione disciplinare ha deciso di infliggere all’atleta del Botswana una sospensione dall’attività agonistica per  due anni. C’è tempo fino a domani per ricorrere in appello, ma sembra che non ci sia nulla da fare in merito alla sua colpevolezza.

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