Morta Silvia Moriconi, pallanuoto in lutto

Pubblicato il autore: Maria Giorgia Corolini Segui

morta silvia moriconi

E’ morta Silvia Moriconi e la pallanuoto ha perso una ex nazionale: a niente sono valse le terapie alle quali si era sottoposta fino a pochi giorni fa, Silvia non ce l’ha fatta a vincere la suprema partita della vita e ci ha lasciati a soli 42 anni. L’atleta del Setterosa che aveva vinto i campionati europei a Siviglia 1997 e Firenze 1999 se n’è andata questa notte, dopo aver lottato duramente con la malattia che da tempo la teneva in scacco: nata a Livorno il 9 aprile 1973, Silvia Moriconi nella sua carriera agonistica aveva indossato la calottina di Athlon e Gifa Palermo, oltre che quella della nazionale. I funerali sono in programma sabato 18 luglio alle ore 10.30 nella Chiesa dei Salesiani a Livorno.

Questo il ricordo delle compagne di squadra di Silvia Moriconi, sorelle ed amiche del Golfo Paradiso Master, pubblicato sulle pagine del sito della Federazione Italiana di Nuoto: “Ciao Silvia, domenica abbiamo vinto lo scudetto, te lo abbiamo dedicato e rompendo gli schemi del protocollo, alla premiazione, abbiamo preso il microfono e lo abbiamo detto a tutti. Da allora il gruppo creato dalla Golfo Paradiso su WhatsApp trillava per complimenti e goliardate. Stamane quando Francesca Romano ha scritto la notizia che eri andata via, si è fermato tutto ed il nostro cuore si è rivolto a te. E’ Francesca che a nome di tutte noi ti ha portato la medaglia, è lei che ti ha mostrato video e foto delle finali di Ostia, è lei insieme a sorelle-amiche, come Soana Spadoni con la quale abbiamo condiviso i master, che hanno vissuto le tue ultime ore. Ma soprattutto sono Federica, la tua compagna, ed il vostro bimbo Marco, i tuoi genitori, ritrovati e riscoperti, che non ti hanno lasciato un solo attimo. Tu che hai sempre combattuto. Nella pallanuoto, per fare il portiere anche se obiettivamente bassa, ma eri seconda in Italia solo al più forte del mondo, Cristina Conti. Esplosiva, forte, intuitiva: si vedeva una testina, piccola, in mezzo alla porta, ma eri già saltata, come una molla, a togliere palloni dal sette, muovendoti con eleganza. Hai cominciato a Livorno, un gruppo di amiche, poi la carriera a Palermo, le finali, i piazzamenti, la Nazionale, due ori agli Europei e tanto altro. Hai combattuto la malattia, dal 2007: tubercolosi, cancro, chemio, interventi chirurgici, sopravvissuta a una trombosi e due ischemie, torni casa e nel tuo letto termina la sofferenza. Hai combattuto per i diritti, aspettavi che passasse la legge, per sposare Federica ed adottate Marco. Quel giorno che sei andata in Comune a Livorno per presentare la documentazione, poi hai regalato un mazzo di fiori a Federica. Quando la legge passerà, ci sarà una festa, sulla spiaggia, tutti vestiti di bianco, camicia e pantaloni: stanotte ti hanno vestito così, perché a quella festa ci sarai anche tu. Hai cercato di reagire, fino all’ultimo, quando le sorelle-amiche ti parlavano, hai pianto ma hai anche riso, come dite a Livorno, a garganella. Grazie Silvia per aver percorso un pezzo di strada insieme, intanto, comunque, sarai sempre in mezzo a noi“.

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