Dal nuoto al windsurf: Alessandra Sensini prima italiana nella Hall of Fame della Vela

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli

windsurf nuoto sensini velaAlessandra Sensini prima italiana nella Hall of Fame della Vela – “Col vento mi trovo a mio agio. Lo ascolto, e lui ascolta me”. Ufficialmente non è ancora un ex atleta, nonostante abbia abbandonato ormai da qualche anno il windsurf agonistico. Per il resto, Alessandra Sensini da Grosseto, 46 anni il prossimo 26 gennaio, è nel gotha dello sport italiano ormai da due decenni. Da oggi, lo è non solo figurativamente, visto che la Federazione Internazionale della Vela (ISAF) ha deciso di inserirla nella propria Hall Of Fame. E’ la prima azzurra ad essere insignita di cotanti galloni:  dopo 4 medaglie olimpiche, 4 titoli iridati e 5 europei, è il minimo sindacale, per quella che quasi all’unanimità è considerata a livello femminile la più grande interprete della storia per ciò che riguarda il windsurf.

La love story con l’acqua. L’amore della maremmana Alessandra sboccia già nel 1976, quando da bambina inizia col nuoto sognando di eccellere con costume e cuffia. Già ai tempi delle elementari mostra doti agonistiche fuori dal comune, perché in acqua si diverte eccome. Le piscine però cominciano a stargli strette: all’età di 12 anni entra per la prima volta in contatto con una tavola da windsurf, ed è colpo di fulmine. Nei 4 anni successivi, vento e tavola diventano letteralmente la sua vita, e a 17 anni compiuti da poco, nel 1987, arriva il primo risultato degno di tale nome: un 3° posto nei mondiali juniores.

Due decenni di arrembanti successi. Da lì in avanti, la sua storia la conoscono un po’ tutti: è un crescendo rossiniano di trofei e spettacolari traguardi. A 22 anni c’è l’esordio olimpico a Barcellona ’92, dove però qualcosa va storto e non riesce a far meglio di un 7° posto. Quattro anni dopo, nei Giochi a stelle e strisce di Atlanta, nella categoria esordiente nelle competizioni a 5 cerchi “Mistral”  strappa di prepotenza un bronzo. Da lì è un trionfo: l’anno dopo arriva il primo titolo europeo a Murcia, e a seguire l’argento iridato in Australia a Perth. Il 2000 è l’anno del triplete: conquista l’oro olimpico a Sydney, quello mondiale in Argentina a Mar del Plata, e quello continentale in Spagna a Cadice. A 30 anni, è la regina indiscussa della specialità. Nei tre anni successivi vince altri tre ori europei consecutivi, mentre nel 2004 compensa la delusione per il bronzo olimpico (era la superfavorita) ad Atene 2004 con l’oro iridato a Smirne, in Turchia. Anche in età avanzata, non si stanca mai di vincere: ai Giochi di Pechino a 38 anni arriva un altro argento, al quale fa seguito il 4° titolo mondiale. L’ultima perla, a 40 compiuti, è un argento mondiale in Danimarca a Kerteminde.

Personaggio pubblico. Prima di abbandonare l’agonismo, fa in tempo a “tuffarsi” anche nell’agone politico: nel 2009 si candida alle europee nelle file del Partito Democratico. Colleziona oltre 45 mila preferenze, pur non riuscendo a strappare l’elezione a Strasburgo. Abbandonata la vita agonistica dopo le Olimpiadi di Londra 2012 (nona, a 42 anni…), l’anno seguente partecipa con l’altro olimpionico Massimiliano Rosolino al reality show Pechino Express, ma purtroppo un acciacco la mette out dopo 5 puntate. “Peccato, mi stavo divertendo” – il suo commento. Ora è entrata nella Federazione italiana Vela come vicedirettore tecnico nazionale e del settore giovanile e, fa parte anche della Giunta nazionale del Coni.  Ha pubblicato un libro “Una vita per il vento” , e non disdegna affatto il kitesurf. Oggi, la cera lacca definitiva su una carriera pressoché irripetibile: la ISAF la inserisce legittimamente nell’olimpo degli sport acquatici facendone la più illustre rappresentante del nostro paese. Per una che da bimba doveva rimanere relegata in una piscina tra dorso e stile libero, niente male.

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