Europei pallanuoto, Ungheria sul tetto d’Europa: 7-9 all’Olanda, Italia di bronzo

Pubblicato il autore: valeria93 Segui

Ungheria - Italia
Europei pallanuoto:
 l’Ungheria sale sul tetto d’Europa annientando la corazzata orange, già qualificata a Rio 2016, su un 7-9 davvero spettacolare che vale la medaglia dal metallo più pregiato. L’avventura a Belgrado 2016 si conclude positivamente anche per l’Italia, che strappa la medaglia di bronzo alla Spagna, uscita sconfitta dalla Kombank Arena per 9-10. Nonostante la soddisfazione del terzo posto, l’esperienza in quel di Belgrado lascia però l’amaro in bocca al nostro Setterosa, costretto a posticipare la qualificazione appena mancata alle Olimpiadi di Rio al 21-28 marzo, quando si disputerà a Gouda un’altra competizione che garantirà l’accesso diretto al tempio dello Sport. Italia, battuta in semifinale proprio dall’Ungheria vincitrice per 10-5, che supera un osso duro come la Spagna, beffata sul 15-14 dall’Olanda finalista, dopo i calci di rigore.

SPAGNA-ITALIA (9-10): Sfida accesa e dai ritmi estremamente elevati tra le spagnole e le azzurre, protagoniste di un match davvero spettacolare in cui la squadra di Fabio Conti riesce a prevalere soltanto per un gol di scarto. Un 9-10 che dimostra la difficoltà e le insidie con le quali la formazione di Miguel Oca impegna le azzurre in una Kombank Arena che per l’occasione si trasforma in una bolgia. Ad incidere sulla gara è subito Chiara Tabani che assesta alle iberiche la rete del vantaggio azzurro; pochi istanti e la Spagna torna in carreggiata pareggiando i conti in superiorità numerica con Garcia.

Spagna e Italia si contendono il pallino del match in una gara tennistica giocata sul filo del rasoio: il primo set termina 3-2 dopo la replica di Terrago e Ortiz alla rete di Roberta Bianconi. Seconda frazione ancora all’insegna dell’equilibrio (2-2 il parziale): ad accorciare le distanze ci pensano, dopo l’espulsione di Arianna Garibotti, le stoccate vincenti di Elisa Queirolo e Pomeri. La “reconquista azzurra” si costruisce al terzo set: maggiore la determinazione e l’efficacia del Setterosa, che assesta alla Spagna il poker che vale il sorpasso sul 7-8, con una sola rete di differenza. Tensione alla stelle sul finire: Italia e Spagna si rincorrono continuamente e sull’8-9 giunge come una doccia fredda il gol di Pena in contrattacco a riaprire i giochi per la medaglia di bronzo, strappata sul gong da una pregevolezza di Roberta Bianconi in superiorità che riporta l’Italia sul podio.

OLANDA-UNGHERIA (7-9): successo meritatissimo per l’Ungheria che batte l’Olanda e firma l’impresa conquistando il gradino più alto del podio. A mostrare fin dall’avvio la propria superiorità in acqua sono le magiare guidate da Biro: fischio d’inizio ed è subito la diagonale in superiorità di Dora Antal ad incidere sul match. La reazione dell’Olanda non si lascia attendere; botta e risposta di Megens, abile a caricare una conclusione a volo e riportare l’equilibrio. Gara intensa condotta dall’Ungheria, con la formazione orange costretta ad inseguire e tenere il passo delle magiare, che costruiscono un’avvolgente manovra offensiva da centroboa, creando non pochi grattacapi alle avversarie in rimonta. Né vincitori né vinti nel primo set: 3-3 tra Olanda e Ungheria che non vogliono cedere di un millimetro e si affrontano a viso aperto servendosi di interpreti di notevole caratura.

Micidiale l’apertura della seconda frazione in cui l’Ungheria la fa da padrona piegando le olandesi prima con il rigore magistralmente eseguito da Barbara Bujka, vera e propria spina nel fianco della difesa orange, poi con il tiro velenoso di Genee, giunto a spezzare la rimonta olandese. Mentre Genee firma la tripletta e si conquista a pieno titolo il ruolo di protagonista del terzo set (2-3, 0-2 gli ultimi due parziali) con le sue giocate imprendibili dal perimetro, è però l’Ungheria a scandire i ritmi del match esercitando un pressing asfissiante sulle portatrici di palla dell’Olanda, brava tuttavia a restare in partita e recuperare lo svantaggio acciuffando il 7-7 dopo la rete di una super Kisteleki. Ultimi 8 minuti da vivere con il fiato sospeso: a 47 secondi dal triplice fischio, la rete di Toth scrive una nuova, storica pagina del nuoto ungherese

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