Pallanuoto, Campagna: “Sarà la mia nona olimpiade, ma mi emozionerò come se fosse la prima”

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi Segui

2668203 29.07.2015 Главный тренер сборной Италии Алессандро Кампанья во время матча первого предварительного раунда по водному поло среди мужчин между сборными России и Италии на XVI чемпионате мира по водным видам спорта в Казани. Владимир Астапкович/РИА Новости

Alessandro Campagna, tecnico della Nazionale di Pallanuoto, ha rilasciato un’intervista ai microfoni del quotidiano Il Tempo in cui racconta tutta la sua grinta, il suo entusiasmo in vista delle Olimpiadi di Rio 2016, soffermandosi anche sulla propria passione per il calcio, in particolare sulla fede bianconera. L’allenatore siciliano, nonostante per lui sia la nona Olimpiade, sente ancora la tensione e l’emozione di questa competizione così importante.

Sulla possibilità di puntare all’oro olimpico: “Ogni quadriennio fa storia a se. Dopo Pechino c’è stato un grande pessimismo nei confronti della pallanuoto italiana, poi è iniziato un nuovo percorso di crescita che ha coinciso con il secondo posto al mondiale del 2010 e la vittoria nel 2011 del campionato del mondo. Per cui ci siamo presentati a Londra nel 2012 con i favori dei pronostici, che dal punto di vista della pressione è terribile. L’olimpiade è una competizione che può dare molte energie ma al tempo stesso le toglie. Siamo stati bravi ad arrivare secondi e a non deludere le aspettative. Siamo stati bravi da favoriti adesso dobbiamo comportarci bene da non favoriti. L’anno scorso siamo arrivati quarti ai mondiali, ed ora dobbiamo saper ribaltare questo piccolo gap che c’è tra noi e altre tre o quattro squadre che sulla carta ci sono sopra, come ad esempio la Serbia che ha un 20% in più rispetto a tutte le altre, poi la Croazia, il Montenegro e la Grecia”.
Sul ricambio generazionale del 2014: “Forse ne risento ancora. È un processo a lungo respiro che risente di un periodo di adattamento. Ho inserito ragazzi del ’93-’94-’95 che a Rio avranno dai 20 ai 23 anni anni. Mi aspetto il salto di qualità da parte di chi si gioca la sua prima olimpiade”.
Rispetto all’Olimpiade di Londra che squadra bisogna aspettarsi: Almeno 6-7 elementi sono alla prima olimpiade e l’impatto emotivo non sarà indifferente. Anche su questo dobbiamo lavorare”.
Sulla sensazione che si prova ad essere il primo rappresentante della pallanuoto in Italia: “Un effetto di grande responsabilità. In effetti ho dedicato alla nazionale buona parte della mia vita, ricevendo tanto in cambio naturalmente. Sono stato 12 anni giocatore, poi ho fatto tutta la trafila delle giovanili come allenatore. In tutto ho dedicato 25 anni della mia vita a questa causa. Ho avuto la fortuna di vincere tanto ma sono anche caduto e rialzato prontamente in ogni occasione. Sento un grande senso di responsabilità verso tutto il movimento”. Poi l’allenatore palermitano continua: “Ogni competizione rappresenta la possibilità di fare un salto in avanti. Da una parte c’è passione, dall’altra pressione, ma va bene così. Questa sarà la mia nona olimpiade tra giocatore, allenatore, assistente etc… ma sono certo che alla cerimonia di apertura mi emozionerò come se fosse la prima”.
Sulla sua nota passione per il calcio: “Sono un tifosissimo della Juve. Disposto anche a saltare dei sabato sera per vederla. È una passione fedele che mi porto dentro da quando ero ragazzino. Sono molto amico della dirigenza bianconera”. Il tecnico si è anche guadagnato uno spazio nel museo dello Juventus Stadium: “Nell’ala degli sportivi tifosi, ci sono i miei cimeli. E ne sono orgoglioso”.

Fonte Il Tempo.it 

 

 

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