La vicenda di Craig, nuotatore paralimpico squalificato per un tatuaggio

Pubblicato il autore: Ramona Buonocore Segui
CrolUna squalifica per un tatuaggio non è una cosa che si sente tutti i giorni nel mondo dello sport. Eppure quello che è accaduto al giovane nuotatore paralimpico Josef Craig ha dell’incredibile: squalificato per non aver coperto un tatuaggio. 
La vicenda ha dell’incredibile se pensiamo che, praticamente in tutti gli sport, in primis il calcio, vedere un giocatore tatuato è la normalità, mentre l’anormalità è vederne uno con la pelle completamente priva di inchiostro. E sopratutto, di sicuro, la persona a cui importa meno la presenza o l’assenza di tatuaggi è il direttore di gara. Direzione di gara che invece si è rivelata fondamentale nella decisione di squalificare la giovane promessa del nuoto britannico.
La stella nascente del nuoto britannico si tatuò i cinque cerchi simbolo delle Olimpiadi qualche anno dopo la vittoria a Londra 2012, orgoglioso di aver vinto i 400 metri stile libero.
L’altro ieri, il comitato paralimpico internazionale ha notato il tatuaggio non coperto e ha deciso di rispettare pedissequamente il regolamento, tutto questo mentre Craig era pronto a scendere in vasca per la finale dei 100 metri stile libero agli Europei di categoria S8 a Madeira, in Portogallo.
Il regolamento della IPC parla chiaro: “non è ammesso nessun tatuaggio con alcun simbolo durante le gare: la policy della pubblicità non ammette tatuaggi con simboli, neanche quello meraviglioso dei Giochi; qualsiasi segno va assolutamente coperto”.
Nonostante la squalifica e nessuna polemica, Craig si è subito rifatto il giorno successivo, vincendo la medaglia d’argento nei 400 metri stile libero.
Eppure, nonostante la vicenda abbia incriminato il tatuaggio, il nuotatore britannico è particolarmente legato a quell’inchiostro che gli colora la pelle sul lato sinistro del petto, proprio all’altezza del cuore. E’ quel simbolo che ricorda tutti i giorni a Craig la vittoria nei 400 metri stile libero a Londra 2012, vittoria che lo ha fatto salire sul gradino più alto del podio, vincendo l’oro. E’ quel tatuaggio che gli ricorda ogni giorni la sua passione per il nuoto, passione che non si è fermata nonostante tutte le difficoltà che la vita gli ha posto sul suo cammino, ad iniziare dalla paralisi celebrale che lo colpì quando era solo un bambino. Sono quei cinque cerchi che gli ricordano, infine, che si è qualificato per le Paralimpiadi di Rio 2016.
Craig è attualmente uno dei nuotatori paralimpici più forti d’Europa: nel 2012 ha fondato ben cinque record personali alle prove per i Giochi Olimpici di Londra 2012 ed ha vinto la sua prima medaglia con un bronzo nei 100 metri stile libero ai Campionati di nuoto britannici. Nello stesso torneo ha conquistato l’oro nei 50 m e un bronzo nei 400 m.
Nel mese di aprile del 2014 Craig è stato riclassificato nella categoria S8, categoria con atleti nuotatori considerati di maggiore mobilità motoria.
Dopo la ricollocazione atletica, l’atleta ha vinto tre medaglie di bronzo ai Campionati Europei di nuoto 2014.
Nonostante non sia nata alcuna polemica né dal Craig e né dal suo staff, la domanda che sorge spontanea adesso è: la stessa regola sui tatuaggi verrà applicata anche a Rio 2016 o il giovane nuotatore potrà finalmente sfoggiare con orgoglio il suo tanto amato tatuaggio?

 

 

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