Nuoto – Trials USA – Lochte, Grevers e Franklin non difenderanno a Rio. Ledecky OK.

Pubblicato il autore: Michele D. Segui

ryan lochte
I trials statunitensi sono sempre stati una manifestazione spietata e avvincente, con regole ben chiare e inappellabili: i primi due dentro, gli altri fuori, indipendentemente da chi sei e cosa hai fatto nella tua carriera o nell’anno. E cosi è anche quest’anno ad Omaha, in Nebraska. Queste prime tre giornate di finali ci regalano conferme e anche dei verdetti sorprendenti ma non del tutto inaspettati: chiedere a Ryan Lochte, Missy Franklin e Matt Grevers: i tre campioni olimpici di Londra, rispettivamente di 400 misti, 100 dorso donne e uomini, dovranno guardarsi queste gare da spettatori, dato che sono stati estromessi già al primo step.

Lochte è arrivato terzo e stremato nella finale della gara coi 4 stili, vinta da un buon Chase Kalisz in 4:09.54 , tempo buono per lottare per una medaglia a Rio, davanti a Jay Litherland in 4:11.02. Per lui anche un fastidioso dolore all’inguine a limitarne le prestazioni. La qualificazione per Rio è arrivata comunque come staffettista, con un quarto posto questa volta nei 200 stile, in una gara con 3 uomini sotto 1:46, vinta da Townley Haas in 1:45.66 un centesimo davanti davanti a Conor Dwyer e undici su Jack Conger.

Melissa Franklin, nei 100 dorso , affonda addirittura al settimo posto, in una gara dominata da Olivia Smoliga in 59.07, tempo ben lontano dal 58.37 con cui l’allora diciasettenne Franklin vinse l’oro a Londra. A Rio anche Kathleen Baker in 59.29 e fuori una comunque ottima Amy Bilqvist in 59.37. Un’altra grandissima del nuoto, la trentaquattrenne Nathalie Coughlin, chiude mestamente ultima in 1:00.48, ma è già un successo essere ancora li a gareggiare con ragazze anche di 15 anni più giovani. Per lei caccia a un posto in staffetta veloce per un’ultima olimpiade nei prossimi giorni.

I 100 dorso uomini dovevano essere la gara dei campionati, con tre uomini tutti potenzialmente da oro olimpico: dopo le batterie si era addirittura pensato potesse cadere il record del mondo, il 51.93 gommato di Aaron Peirsol, con il veterano 31enne David Plummer arrivato a 52.13 e David Murphy poco dietro. In finale la tensione l’ha fatta invece da padrone, con Murphy che tocca per primo in 52.26, precedendo di due centesimi Plummer. Il terzo, nientemeno che il campione in carica Matt Grevers, rimane fuori in 52.76, tempo comunque quasi da medaglia olimpica, cosi come quello del quarto Jacob Pebley, miglioratosi nettamente in 52.95.

Per noi italiani, in ottica Pellegrini, gli occhi sono puntati sopratutto su Katy Ledecky: la marziana, sulle cui condizione di scarico vige il mistero, stampa comunque un ottimo 400 in 3:58.98, con un passaggio scriteriato in 1:56.6,  trascinandosi dietro una straordinaria Leah Smith a 4:00.65, secondo tempo di sempre in tessuto di un’atleta diversa dalla Ledecky, che sotto i 4 minuti ha già nuotato un bel po di volte. Ora nella notte ci saranno i 200, dove tra batterie e semifinali Katy ha stampato due 1:55 con comodo.

Per quanto riguarda le altre gare, molte liste stagionali sono state riscritte: nei 400 stile uomini un’altra gara di altissimo livello, nella quale un ottimo Conor Jaeger vince in 3:43.69 davanti a Dwyer in 3:44.66, cosi come nei 100 rana donne con Lilly King che vince in 1:05.20 e lancia la sfida a Ruta Meilutyte e, doping permettendo, alla Efymova. Nella medesima gara maschile vanno forte Kevin Cordes, che prima stampa il record americano in 58.94 in batteria e poi vince la finale in 59.18 davanti a Cody Miller in 59.26
400 misti donne infine che vanno alla Maya DiRado in 4:33.73, con l’argento olimpico Elizabeth Beisel seconda per il pelo in 4:36.81: per lei sfortuna con influenza e pure un dito rotto per uno scontro in vasca.

Oggi arriva il tempo di Michael Phelps: nella nottata infatti il kid di baltimora, neo papà, se la vedrà con i suoi 200 farfalla: batterie e semifinali concluse con il miglior tempo, per lui si che il pass per la sua quinta olimpiade dovrebbe essere una quasi formalità.

 

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