Michael Phelps: “A Rio per riprendermi ciò che è mio”

Pubblicato il autore: Mirko Pellecchia Segui

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Le Olimpiadi sono ormai alle porte e Michael Phelps è più carico che mai.
Il campione trentunenne nativo di Baltimora , per lui 22 medaglie olimpiche tra cui 18 ori, ha deciso di concludere la sua avventura nel nuoto cercando di stupire,per l’ennesima volta, il mondo.

Dopo le Olimpiadi di Londra, dove ha visto sfumare per un nulla il primato nei 200 farfalla, lo statunitense ha vissuto momenti fatti da alti e anche molti bassi.
Phelps
ha dovuto far fronte ad un periodo difficile nel quale ha sofferto per alcuni mesi di dipendenza dall’alcol.
Ora,per fortuna,è tutto alle spalle e si presenterà ai nastri di partenza in Brasile più in forma che mai.

Ecco alcune sue dichiarazioni:

“Se mi guardo indietro sono solo orgoglioso di ciò che ho fatto, a cominciare dal fatto che arrivare a 5 Olimpiadi è stata la cosa più dura.

Senza nuoto ero così depresso che ho pensato anche al suicidio. Prima di andare in tribunale per la sentenza avevo deciso che non avrei bevuto nulla fino a Rio e dopo. Dormo di più, ho la testa libera senza quella sensazione di avere mattoni in testa. Adesso sono felice, è la felicità in famiglia che si trasforma in determinazione: è bello guardare in tribuna e vedere la famiglia unita, mio figlio è l’unico che mi rilassa. Da maggio il piccolo mi rende tutto così leggero anche quando si addormenta sopra di me e io con lui. Dorme come me, spalanca la  bocca come me: e anche queste sono emozioni che mi hanno cambiato. Mio figlio è ancora troppo piccolo per capire cosa succede. .Il mio corpo ormai ha dato tutto: mi ritirerò dopo Rio. Sono molto vecchio ormai, ho visto una foto mentre firmavo un autografo alla Ledecky. Come vola il tempo“.

“Diciamo che avevo qualche questione in sospeso prima di dire definitivamente addio alle gare. Essere di nuovo in acqua mi diverte. Tornare dopo il 2012 è piuttosto stimolante. E’ come se mi sentissi di nuovo bambino“.

 

Durante la mia prima Olimpiade, a quindici anni, dissi al mio allenatore che era seduto vicino a me ‘Voglio cambiare lo sport del nuoto!’. Non so esattamente che cosa intendessi. Ma sapevo che non mi piaceva perdere. In tutto quello che faccio, voglio essere il migliore. Durante tutta la mia carriera, ho sempre avuto chiaro che nessun ostacolo poteva interrompere la mia strada. Per me c’è tutto o niente“.

Un pensiero ed una dedica vanno anche alla madre, a cui Phelps è molto legato: “Sono cresciuto in una casa tra le donne e mia madre era, e continua a essere, la più grande lavoratrice che abbia mai incontrato. Ha cresciuto tre bambini e ci ha dato tutto quello di cui avevamo bisogno. Ma la cosa incredibile è che allora studiava ancora medicina all’università. Guardare la fatica, lo sforzo, la concentrazione che lei metteva in tutto ciò che faceva, trovando un po’ di tempo anche per sé, è stata per me una grandissima lezione di vita“.

Ricordiamo che Phelps prenderà parte,oltre ai 200 farfalla, anche ai 200 metri misti.

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