Nuoto, la Campbell fa il record mondiale sui 100 sl!

Pubblicato il autore: Rocco Menechella Segui

cate-campbellCate Campbell fa il record del mondo nei 100 stile libero! Con gli occhi di tutto il pianeta sui Trials statunitensi, è in Australia che cade invece il primo record del mondo dell’estate olimpica. Lo firma la velocista Cate Campbell nei 100 stile libero: 52”06 (passaggio 24”89) per cancellare dai libri di storia il gommato della tedesca Britta Steffen di 52”07 datato 31 luglio 2009 ai Mondiali di Roma. Progresso di un solo centesimo, dunque, ma messaggio più che diretto alle rivali in vista del Brasile: la favorita della gara regina femminile è questa 24enne di Blantyre che in bacheca vanta già un oro (4×100 sl a Londra 2102) e due bronzi (50 sl e 4×100 sl a Pechino 2008) a cinque cerchi e sette medaglie mondiali. Curiosa la sfida che l’aspetta, contro la sorella Bronte più piccola di due anni che l’ha battuta a Kazan la scorsa estate. La svedese Sarah Sjoestroem e la campionessa in carica olandese Ranomi Kromowidjojo le altre avversarie. La notizia arriva da Brisbane, nello stesso meeting in cui ieri Cameron McEvoy aveva nuotato 48”43 nei 100 sl davanti a un redivivo James Magnussen da 48”47. “E‘ successo quando meno me lo aspettavo – le parole della Campbell dal sito della Gazzetta dello Sport -, negli ultimi anni in tanti mi hanno chiesto quando avrei battuto il record, ora che hanno smesso di chiedermelo è capitato”. Quello della Campbell è il primo record individuale stabilito da un australiano dall’epoca dei supercostumi.

Già lanciata dunque la sfida alla sorella più piccola Bronte. Una storia davvero particolare la loro. Cate e Bronte vivono a Brisbane, stesso allenatore e stessa casa e non stiamo parlando di quella dei genitori. Sono andate a vivere per conto proprio però insieme: «Fin da bambine siamo state competitive e fin da bambine ci siamo sentite perse l’una senza l’altra». Cate ha iniziato a nuotare, l’altra si è tuffata dietro di lei, Cate è passata all’agonismo e Bronte ha fatto la stessa scelta: «Mi pareva di avere il telecomando. Ogni mossa lei la ripeteva». Oro mondiale nei 100 sl compreso, «ma allora un po’ mi sembrava strano invece l’unico sentimento che ho provato quando ho visto il risultato di Kazan è l’orgoglio». Litigano di frequente eppure nessuna discussione lascia strascichi: «A volte non ci sopportiamo e quando si tratta di sfidarci siamo sorelle fino allo start poi Bronte diventa una rivale come le altre». C’è un rito che segna il momento dello stacco: «Ci fissiamo, una dice all’altra “buona fortuna” e poi ognuna per la sua strada». Nessuna separazione invece per la staffetta: «Lì è molto più divertente, essere unite abbassa la tensione. Una famiglia che rappresenta un Paese, l’idea ci gasa da matti ne parliamo spesso e essere nella stessa squadra alle Olimpiadi è stato da sballo». Personalità diverse. Dicono di non somigliarsi e il patto è di non pettinarsi mai nello stesso modo: «In realtà potrebbero scambiarci solo in acqua perché fuori abbiamo personalità opposte. Ascoltiamo musica differente, frequentiamo amici che neppure si conoscono tra loro. Però abbiamo lo stesso mito: la mamma». Quando si incontrano a Southbank, sul lungo fiume di Brisbane, si salutano e non si confondono: «Vivere insieme emozioni così intense a tratti destabilizza, servono pause e fuori casa e piscina non si va oltre il ciao».

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