Nuoto – la FINA esclude da Rio 7 nuotatori russi, tra cui Efimova e Morozov

Pubblicato il autore: Michele D. Segui

efimova
E’ di ieri la decisione del CIO sul caso Russia, in base alla quale si è deciso che saranno le singole federazioni internazionali a valutare se ammettere ai Giochi di Rio singoli atleti russi o intere squadre.
Sono stati posti poi tre paletti fondamentali:
1) il comitato olimpico russo non potrà portare atleti, di qualsiasi disciplina, che in passato siano stati sospesi per doping, anche se hanno interamente scontato la pena.
2)Gli atleti che saranno portati verranno sottoposti a rigorosi controlli “in competizione e fuori”
3) Non saranno accettati atleti nominati nel rapporto McLaren, cioè quello della commissione indipendente della WADA.

La federazione internazionale di nuoto si adegua immediatamente e con un comunicato apparso sul suo sito dice subito la sua sulla questione:
“La FINA approva e sostiene la posizione del Cio sulla partecipazione degli atleti russi puliti alle Olimpiadi di Rio. Non essendoci il tempo ora per un’analisi approfondita prima dell’olimpiade, la Fina darà ad una commissione ad hoc la responsabilità di indagare. Nel mentre, tutti i campioni dei nutoatori Russi a Kazan 2015 saranno ritestati altrove, e in base a quanto detto dal CIO, non saranno ammessi quei nuotatori che non corrispondono ai criteri che il Cio stesso ha stabilito. Per questo motivo, in base a quanto reso noto dalla federazione russa, sette atleti non potranno partecipare ai Giochi
Ecco i nomi dei sette atleti:
4 Indicati dalla Federazione Russa in quanto già positivi in passato:
-Mikhail Dovaglyuk
-Yulia Efimova
-Natalia Lovtcova
-Anastasia Krapivina
3 Che appaiono nel rapporto della WADA
Nikita Lobintsev
-Vladimir Morozov
-Daria Ustinova
Non sembrano invece esserci casi e esclusioni per le squadre di pallanuoto femminile, nuoto sincronizzato e tuffi.
Un caso per la pallanuoto maschile, squadra che però non è qualificata a Rio

Il nome che salta subito all’occhio è quello di Yulia Efimova, ma si sapeva: la russa è stata trovata positiva nel 2013 per steroidi, ha già scontato la sua pena, ma la regola dell’esclusione per chi era già stato trovato positivo la incastrava un’altra volta. Stesso discorso per Natalia Lovtcova, addirittura positiva 2 volte nel corso della sua carriera, il 200sta Dovgalyuk e la nuotatrice di acque libere, la Kravipina
Diversi gli altri tre casi: i 3 nomi apparirebbero nel rapporto McLaren, e quindi dovrebbero avere a che fare con i casi di distruzione e manipolazione di test antidoping nei laboratori russi, oppure non avere test anti-doping validi al di fuori della russia. Caso strano è che sia Vladimir Morozov, speranza di medaglia russa sia nei 50 che nei 100 stile, sia Nikita Lobintsev, anch’esso componente della 4×100 che ne uscirebbe mutilata, si allenano in America, insieme alla Efimova, nell’orbita di Dave Salo, già allenatore di ex dopati quali Jessica Hardy e Oussama Mellouli.
La Ustinova, una delle pretendenti al podio dei 200 dorso, ancora giovanissima, 18 anni, fu trovata positiva nel 2012 a 14 anni ma ricevette solo un avvertimento.

Tutti questi atleti hanno ancora una possibilità, ossia fare ricorso al CAS di Losanna, in virtù della regola di Osaka per cui un’atleta positivo in passato ha diritto di partecipare ai giochi. Il legale della Efimova ha già annunciato il ricorso. La questione quindi non sembra finire qui.

  •   
  •  
  •  
  •