Nuoto, Phelps: ‘Non mi sono mai allenato così duramente da 10 anni’

Pubblicato il autore: luigi gatto Segui

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18 medaglie olimpiche (tra cui 8 a Pechino 2008), 29 record del mondo individuali battuti dal 2001 al 2009, primo uomo a scendere sotto i 50 secondi sui 100 m farfalla, questi sono tre delle tante imprese della carriera di Michael Phelps, nuotatore americano che ha scritto la storia a livello mondiale. La sua però è una storia particolare, una storia umana, che lo ha visto addirittura ad un passo dalla morte.

“Prima di Londra non volevo avere niente a che fare con il nuoto – rivela –Pensavo di smettere. Penso abbia faticato tanto nei 4 anni posteriori al 2008.”

Ma quella era solo l’inizio di una lunga depressione. Una mancanza d’interesse e voglia di allenarsi, Phelps ha detto, ha portato a litigi brutali con Bob Bowman, suo allenatore da una vita, come un secondo padro. E poco dopo i Giochi, nel Settembre 2014, Phelps fu arrestato per aver guidato in stato di ebbrezza, 10 anni dopo esser arrestato per lo stesso motivo. Questa volta “solo” sei mesi di sospensione per aver violato una regola della condotta. Phelps rivela di aver pensato al suicidio: “Sono caduto in una spirale discendente. Credo fosse più di un segnale – ha detto a CNN – Tornando indietro a quella notte, tutto è successo per una ragione. Raggiunsi il punto più basso. Onestamente volevo finirla lì, senza vedere un nuovo giorno.”

Phelps ha poi fatto riabilitazione in una clinica ad Arizona, Stato federato del Sud-Ovest degli Stati Uniti d’America. “Mi sono trovato a un punto della mia vita dove qualcosa dovevo cambiare. E dovevo scoprire come. Non so se dovevo lasciarmi andare e mostrare chi sono o cos’era (accaduto). Mi sono detto: ‘Sai cosa? Mando tutto all’aria. Non mi nascondo più dietro a nessuno. Non è un problema questo.”

Gli chiedono se si sia considerato mai un alcolizzato: “Non so – risponde l’americano – Onestamente non lo so – aggiunge – So che ho probabilmente in alcuni momenti non avrei dovuto toccare il fondo. “

Dopo riabilitazione e duro allenamento, Phelps è pronto a competere alle Olimpiadi di Rio de Janeiro il prossimo agosto. “Voglio essere lì. Prima non avevo il desiderio di allenarmi. [Pensavo] a ritirarmi e a come farlo. Non mi sono mai allenato così da un decennio. Come riassumere questa preparazione ai Giochi? Ho finalmente dato il 100%. O comunque sono contento di voltare pagina per il prossimo capitolo. Sono contento di fare quello che voglio.”

E la vita del nuotatore statunitense è cambiata anche nel lato privato. Lui e sua moglie Nicole Johnson, Miss California 2010, diventeranno presto genitori di un maschietto, un avvenimento che lo ha cambiato anche a livello caratteriale: “Ho avuto modo di mettere il mio corpo nella migliore forma fisica possibile. Non la avverto come una sfida: vado a letto prima. Dormo di più. Mi sveglio ogni giorno ed è bello avere la testa libera da condizionamenti e senza la sensazione di avere nel cervello un muro di mattoni: vedo tutto molto chiaro, so cosa devo fare, come devo farlo. Ci sono giorni in cui sto seduto in terrazza o al campo di golf e una birra ci starebbe bene. Ma no, basta: ho chiuso con tutto.”

Sbagliare è umano, cadere pure. Ma i campioni sanno anche rialzarsi, e la storia di Michael Phelps insegna.

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