Nuoto – ultime voci dei nostri protagonisti prima della partenza per Rio

Pubblicato il autore: Michele D. Segui

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A poco più di due settimane dall ‘inizio dei giochi olimpici di Rio, raccogliamo le voci e le ultime impressioni delle nostre speranze di medaglia delle gare in vasca.

Cominciamo dalla nostra portabandiera Federica Pellegrini , che appare serena e distesa intervistata dalla Gazzetta: “Mi aspettano 20 giorni di isolamento.Ci sarà un 200 stile di altissimo livello, le stesse eliminatorie non saranno semplici, sarà una bella lotta sino all’ultimo millimetro. Personalmente mi sento serena, sono molto distesa. Essere scesa sotto l’1:55 mi dà molta serenità. Ci vediamo alla cerimonia di apertura, sarà divertente”

Il compagno Filippo Magnini , arrivato alla sua quinta olimpiade, confessa sempre alla Gazzetta:“Sono molto convinto della nostra squadra, grazie alla presenza di molti giovani pronti a fare bene. Con Federica è molto raro stare insieme durante le Olimpiadi. Abbiamo orari e ritmi diversi. Quest’olimpiade arriva a fine di una carriera nella quale ho ottenuto tutto. Sono molto sereno, vado per divertirmi. Penso che la tranquillità in un atleta sia fondamentale, a me piace. So che altri amano la tensione. A me piace gareggiare, la gara è il momento più bello per un nuotatore”.

Sereno e convinto pure Gregorio Paltrinieri, la nostra vera e forse unica speranza concreta di medaglia d’oro, che si è confessato a Swimbiz.it in cornice all’incontro tra italnuoto e stampa al raduno collegiale di Ostia:“Sarà un 1500 forte, ma sono abituato a queste gare e a questa tensione. Non so francamente quante volte abbia fatto il giro del mondo nuotando, ma sono sicuro di essere uno di quelli che nuota di più al mondo, perché mi piace e mi fa stare bene. Non voglio alleggerire il lavoro e continuo come se niente fosse. Mi piace fare le gare. Non mi stanco e non mi creo problemi per l’ansia. Io andrò lì per vincere la medagliame la giocherò. Quando saremo lì, vedremo cosa succede…Certo farò una gara sola,ma entrerò in gara anche con le batterie. Sono sicuro di questo. Sono cresciuto tanto rispetto a Londra, ora non posso nascondermi troppo e pensare che tutto venga come viene. Ora il quinto posto di 4 anni fa non sarebbe un risultato positivo. Però non sono preoccupato. Cerco di sdrammatizzare il più possibile. Vado lì per gareggiare e basta. Del resto mi importa poco. Sun Yang è sempre forte, ma non c’è soltanto lui. Bisogna anche pensare agli altri, perché in una finale olimpica ci può essere la sorpresa e trovare chi può fare la gara della vita. Poi in un’Olimpiade, preferirei ci fosse,perché vincendo me la godrei ancora di più “

Sarà uno dei primi a scendere in acqua, Gabriele Detti, e quest’anno ha avuto un tale rendimento da far sperare anche per lui in una medaglia:“La preparazione c’è, la voglia anche. Tutto tranquillo. Stiamo lavorando bene, non sento pressione. Andiamo lì e facciamo quello che dobbiamo fare. Un po’ di emozione ci sarà ma dovremo andare a Rio e divertirci. L’Olimpiade è certamente diversa ma quando sei sul blocco di partenza, è una gara. E gli avversari sono quelli che affronti sempre.  Sarò il primo azzurro a scendere in acqua il primo giorno, con i 400, e spero di avere la forza di poter dare la carica giusta al resto della squadra e di fare bene. Potrebbe far bene a tutti. Mio zio ( l’allenatore Morini) non ha ancora manifestato tensione. Forse non lo dà a vedere. E’ tranquillo e questo ci aiuta in maniera particolare. Mi auguro di poter riuscire ad emozionare tutti gli italiani in queste prossime settimane e di ricordare che esistono tanti sport bellissimi che si potranno vedere a Rio de Janeiro. Vi aspettiamo”.

Parla anche Luca Dotto, che si presenta a Rio come contendente al podio della gara regina, i 100 stile:”L’Olimpiade è speciale. Lo avevo detto 4 anni fa. Magari il campo partenti è identico al mondiale, ma l’atmosfera è completamente diversa. Dal villaggio alla presenza degli atleti di altri sport. Tutto questo ti dona sensazioni meravigliose. Però l’esperienza di Londra mi ha insegnato che non ti devi far prendere da queste cose, e devi viverle nel modo giusto, con lo spirito del bambino che va a giocare. Perché altrimenti rischi di affondare. Non gareggi contro i marziani, bensì contro persone con due braccia e due gambe. Come te. Avversari tanti. Vedi McEvoy che in questo momento è di un altro pianeta, poi a tanti. Poi i 100 stile sono come i 100 piani dell’atletica e hanno un fascino particolare. Sul doping è troppo tardi. La decisione sulla Russia si doveva prendere prima. Ora è troppo tardi. Così magari vai a togliere un posto ad un atleta che si è guadagnato la possibilità di andare ai Giochi, in maniera lecita e onesta, a vantaggio di un russo che ha barato. L’utilizzo di doping deve diventare un reato vero e proprio e chi lo usa deve andare in galera. Senza se e senza ma”

Gli azzurri  sono partiti nella giornata di ieri per Santos, a circa 500 km da Rio,dove concluderanno la preparazione in Vista dell’olimpiade al centro “Unisanta”

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