Rio: la Fina si adegua subito. Efimova simbolo del doping

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui
Efimova-Rio

Rio 2016 – Yulia Efimova squalificata dalla Fina

La Fina non perde tempo e squalifica 7 atleti russi tra cui la ranista Efimova, in passato coinvolta in controverse storie di squalifiche e riabilitazioni

La nuotatrice Yulia Efimova è ancora coinvolta in una vicenda doping ma stavolta nella vicenda epocale che sta coinvolgendo tutto lo sport russo e indirettamente anche le Olimpiadi di Rio. Una vicenda che vede solerte una federazione non esente da colpe in passato e che sembra quasi essersi voluta lavare la coscienza sporca.

Efimova capro espiatorio?

Yulia Efimova non è nuova a squalifiche. Bronzo olimpico a Londra 2012, nel 2013 è stata trovata positiva a uno steroide e per questo squalificata per 16 mesi, potendo partecipare ai mondiali 2015 di Kazan, in Russia.
La Efimova non solo partecipa ma vince i 100 rana ed è bronzo nei 50.
Il sospetto che fosse agevolata e coperta da manovre del governo russo fu evidente tanto da indurre la solare e sorridente campionessa Meylutyte a non stringere la mano all’arrivo e sul podio.
All’inizio del 2016, la Efimova è anche lei tra gli atleti coinvolti nel caso meldonium. La russa, che nel frattempo si allena negli stati uniti, viene sospesa dalla Federazione internazionale (FINA) che successivamente però revoca la sospensione per una sanatoria generale, permettendole la partecipazione a Rio.
Fino alla decisione clamorosa di oggi che avalla integralmente la decisione del CIO di non permettere la partecipazione ad atleti già squalificati per doping.
Un modo semplice per pulirsi una coscienza sporca di connivenze e di ingerenze politiche.
Ma non è finita: tutti gli atleti sospesi d’ufficio potranno ricorrere al TAS, il tribunale sportivo. Potranno ma il tempo sembra proprio poco, se tutto procede come con Schwazer. Se, appunto.

I 7 atleti russi squalificati

Ma chi sono i 7 nuotatori russi estromessi dai Giochi sulla base dell’ultimo rapporto Wada e delle indicazioni del Cio? Si tratta, oltre alla Efimova, di Mikhail Dovgalyuk, Natalia Lovtcova, Anastasia Krapivina (nuoto di fondo), 4 casi la cui richiesta di ammissione ai Giochi è stata ritirata dallo stesso Comitato olimpico russo, Nikita Lobintsev (argento a Pechino e bronzo a Londra, sempre in staffetta), Vladimir Morozov (bronzo nel 2012 nella 4×100 sl) e Daria Ustinova, i cui tre nomi figurano nel rapporto Wada.
Salvi gli atleti di nuoto sincronizzato, tuffi e pallanuoto.

Ulteriori esami

La Fina ha anche deciso di sottoporre a nuovi test i campioni degli atleti russi raccolti ai Mondiali di Kazan del 2015 e ora custoditi nel laboratorio di Barcellona. Va detto, che all’epoca dei mondiali in Russia, molti atleti si dichiararono perplessi su alcune procedure antidoping e su alcune prestazioni di nuotatori russi, soprattutto nella velocità e nelle staffette. Allora la Fina fece orecchie da mercante, asservita alle parole di Putin e ai fatti conclamati ora dal report della Wanda, ora si erge a garantista.

Le reazioni dei nuotatori

Non è passata indifferente la squalifica della Efimova e molti ne avranno goduto. Molti lo hanno palesato sui social e tra questi anche Cristina Chiuso, ex campionessa e primatista italiana nello stile libero.

Tutti contenti?

Il doping sta oscurando il sano avvicinamento ad evento olimpico creando delle tensioni che proprio lo sport dovrebbe affievolire.
Una situazione spiacevole, comunque la si veda.

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