Trials americani, Katie Ledecky risponde alla Pellegrini, ma non fa il botto nei 200 sl

Pubblicato il autore: Michele D. Segui

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Dall’attesa gara dei 200 stile femminili nella piscina di Omaha Katy Ledecky risponde alla nostra Federica Pellegrini ma non lo fa col botto che ci si aspettava: la statunitense infatti vince la gara con 1:54.88, 33 centesimi peggio di quanto fatto dalla veneziana a Roma la settimana scorsa. Distribuzione alquanto rivedibile per la diciannovenne, che segue il treno della velocista Simone Manuel nel primo cento passando con un improvvido 55.50, poi cede nettamente nel finale. Certo la condizione è tutta da valutare: in un meeting di Gennaio la marziana aveva stampato un 1:54.43 che tutt’ora è il miglior tempo dell’anno, e sicuramente era lecito attendersi qualcosa di più. Quello che si è notato senz’altro nelle tre gare qua nuotate e che la Ledecky non riesce ad amministrare senza errori un passaggio forzato, che sarà necessario se si vuole trionfare in questa gare: anche la Pellegrini è chiaramente andata in  questa direzione e sta a testimoniarlo il 53.18 nei 100 a Roma, tempo che per la Ledecky per ora nela distanza breve non è stato avvicinabile ( per lei 54.04 nelle semifinali dei 100). Per le risposte ufficiali bisognerà attendere le sentenze di Rio, dove però la Pellegrini arriverà con una consapevolezza che la Ledecky non è infallibile. Per la seconda piazza, risorge Missy Franklin che la sfanga su Leah Smith e sulla campionessa olimpica in carica Allison Schmitt, che quindi non difenderà il titolo a Londra vinto con quello stratosferico 1:53.67 a cui nessuna si è più nemmeno lontanamente avvicinata: per lei comunque c’è la 4×200. Il tempo della Franklin, 1:56.18, è però tempo piuttosto alto e dovrà scendere molto se vorrà impensierire La Ledecky, la Pellegrini, la McKeon e, chissà se si presenterà, Sarah Sjostrom.

La gara senz’altro più importante della quinta giornata è stata senz’altro i 200 delfino, che hanno visto sua maestà Michael Phelps centrare la sua quinta olimpiade: il campione di Baltimora parte a razzo, con un passaggio ai 100 in 53.07, poi cede nell’ultima vasca chiudendo in 1:54.84, tempo non soddisfacente ma che Phelps punta a migliorare di netto a Rio.

Gara spettacolare di Josh Prenot nei 200 rana: parte piano, passa quarto ai 100 e terzo ai 150 e spara un ultima vasca da 32.98 per chiudere in 2:07.17, a 16 centesimi dal record del mondo del giapponese Yamaguchi. Chiude secondo con 2:08.00 il vincitore dei 100 Kevin Cordes, che vince la battaglia con Will Licon, che con 2:08.14 rimarrà a vedere la gara di Rio sul divano, nonostante il quinto tempo al mondo quest’anno.

Altra gara attesa sono stati i 100 stile libero, dove Nathan Adrian doveva rispondere al canguro Cameron McEvoy e al suo 47.04 di Aprile. Il campione olimpico di Londra vince la gara in 47.74, suo migliore stagionale, e promette battaglia per Rio, anche se l’australiano sembra inarrivabile. Ad accompagnarlo in vasca a Rio sarà il re delle yards Caeleb Dressel, alla prima conferma in vasca lunga, che si ferma a 48.23, precedendo Held a 48.26 e l’infinito Anthony Ervin, oro nei 50 nel lontano 2000 a Sydney, che a 35 anni con 48.54 si qualifica per la 4×100.

Cammile Adams, bronzo a Kazan nei 200 farfalla, vince la gara in 2:06.80 e si qualifica per Rio col brivido: era stata inizialmente squalificata in batteria, e poi riammessa, per virata irregolare. Seconda in 2:07.50 Hali Flikinger, fuori Katy McLaughlin, solo sesta e non ripresasi dall’infortunio di inizio anno.

Infine Maya Di Rado si prende il secono titolo e il secondo pass: 2:09.54 nei 200 misti, precedendo Melanie Margalis in 2:10.11: fuori la medaglia di bronzo di Londra, la Leverenz, per soli 4 centesimi.

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